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Non solo, nelle canzoni di Vinicio ritroviamo anche luoghi dell'infanzia. Bellissima la visione con gli occhi di una adolescente di una festa paesana, in "Al veglione", arricchita, quasi come in un film di Fellini o di Kusturica, di suoni, di sapori e di immagini femminili che rasentano il sogno. Per un attimo, per un breve attimo, la vita è rappresentata come una fotografia. Ancora più lirica è l'immagine di Milano, ritratta in "La pioggia di novembre", un brano che si avvicina al capolavoro. Se "Al veglione" è un film a colori, la Milano novembrina è un cortometraggio in bianco e nero, e pare di vederla la pioggia che cade lentamente sulla città, sui suoi abitanti, e sui loro pensieri. E pare quasi di percepirne il profumo mentre la luce gialla dei lampioni cittadini, la luminosità spettrale dei tram, il selciato bagnato e riflettente entrano nel cuore, evocando così immagini che rimangono nella memoria. IL BALLO DI SAN VITO è un'opera che restituisce magia, che ammala e contamina, e testimonia la maturità musicale e poetica di un artista che ha saputo negli anni, con solo tre album alle spalle, creare un suono particolare, inconfondibile, un linguaggio che lo pone tra i più preparati ed originali del panorama italiano. |