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Worldwatch: Come resistere e invertire gli effetti del caos climatico in un mondo che si riscalda troppo,
di Patrizia Bonelli

Diffuso lo "State of the World 2009" del prestigioso istituto Usa.

I direttori del progetto “State of the World 2009” (Lo Stato del Mondo 2009) hanno chiesto agli autori del libro di misurarsi a partire dal seguente scenario: è iniziato il 2101, in qualche modo l’umanità è sopravvissuta al momento peggiore del riscaldamento globale —temperature alte e livelli del mare che si alzano, siccità e tempeste più intense- ed è riuscita a stabilizzare il clima terrestre. Il livello più alto di concentrazione di gas serra nell’atmosfera è stato raggiunto pochi decenni prima e ci si aspetta che debbano diminuire ancora nel ventiduesimo secolo. Le temperature globali stanno lentamente ritornando ai livelli precedenti al riscaldamento globale. Il mondo della natura sta gradualmente guarendo. Il contratto sociale è ampiamente rispettato e l’umanità nel suo complesso è nutrita meglio ed è anche più prospera oggi di quanto lo fosse il secolo precedente . Che cosa ha fatto la specie umana nel ventunesimo secolo – e specialmente nel 2009 e negli anni immediatamente seguenti – per strappare dalle fauci della catastrofe il mondo minacciato dai cambiamenti climatici?

Nonostante siano confermate le previsioni più pessimistiche sulla situazione ambientale del pianeta per l’aumento delle concentrazioni di anidride carbonica nell’atmosfera e il rischio dello spostamento della Corrente del Golfo,un percorso inverso, che parta non dalla catastrofe ma dal ripristino dell’equilibro climatico,può aiutare a trovare soluzioni positive. L’obiettivo è di superare le proiezioni a breve termine dell’effetto dei cambiamenti climatici che prevalgono oggie di esplorarne più profondamente le implicazioni per l’umanità e per il pianeta. Per farlo, l’edizione 2009 si allontana sotto diversi aspetti dalla tradizione dei 25 annidel libro annuale del Worldwatch Institute e raccoglie i contributi di oltre 40 autori –molti di più che nelle precedenti edizioni- aprendo a punti di vista ricchi e diversi. Più di una dozzina di autori sononati o hanno radici profonde nei paesi in via di sviluppo coinvolti su come mantenere i cambiamenti climatici a livelli gestibili. Argomento centrale del libro è infatti come adattarsi, resistere e affrontare quello che ci succederà indipendentemente da quanto riusciremo a ridurre le future emissioni di gas serra. Il primo capitolo dello State of the World 2009 presenta i problemi legati al clima; il secondo, la diminuzione delle emissioni necessarie per virare verso un approdo sicuro. Il terzo e quarto descrivono l’indispensabile transizione verso la forestazione per assorbire CO2, verso la produzione sostenibile di cibo e un’energia a bassa o nulla emissione di anidride carbonica. Il quinto capitolo espone l’importanza di costruire strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. Il sesto propone i punti su cui si devono accordarei vari paesi per iniziare a stabilizzare il clima, mentre si prendono misure per resistere al riscaldamento del mondo. Una parte del libro ospita un’ampia selezione di brevi interventi riuniti col titolo Collegamenti con il Clima che affrontano 22 questioni critiche su come prevenire e affrontare i cambiamenti climatici. Il libro finisce con la Guida e il Glossario di Riferimento ai Cambiamenti climatici che vuole essere uno strumento per seguire gli sviluppi dei cambiamenti climatici che si verificheranno quest’anno.

Gli autori del libro concordano che, nonostante tutto, non è ancora troppo tardi per salvare il clima in cui si è sviluppata la società umana: State of the World 2009 “ in mondo che si riscalda troppo” offre una speranza, pur nella macabra certezza che stiamo vivendo i primi annidi ampi e incontrollati cambiamenti del clima del pianeta. Eppure il sottotitolo è stato scelto con cura e dopo molte discussioni: stiamo entrando in un mondo più caldo. Le alterazioni dell’atmosfera provocate dall’umanità sopravviveranno senza dubbio al lettore di questo libro. Ma noi siamo privilegiati di vivere in quel breve spazio di tempo in cui gli esseri umani possono agire in modo decisivo per fermare il riscaldamento prima che il suo impatto diventi irreversibile o intollerabile. Il modo in cui affronteremo la sfida e respingeremo il pericolo rappresenterà un fatto epico nella storia dell’umanità.