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Dal 3° numero del 23/3/1960 La verità è un'altra Qualche tempo fa, l'Unità, un quotidiano di estrema sinistra, ha publicato sotto il titolo "Apologia del fascismo nel Liceo Virgilio", il seguente articolo: "Il Liceo Virgilio è uno dei più grandi dellla città. Ogni anno vi passano migliaia di giovani romani, futuri cittadini della Repubblica Italiana. Ne è preside il prof. Giuseppe dell'Olio. Come ogni preside, secondo i vecchi principi della legislazione gentiliana che diede alla scuola italiana un carattere eminentemente autoritario, egli è una specie di "padrone" della scuola, di cui regola severamente il costume e la vita. Talvolta, tuttavia, egli esagera. Come quando, ad esempio, in occasione della festa di san Giuseppe, tutti gli alunni, vengono incolonnati verso l'aulamagna per portare gli auguri al "signor preside". Fin qui siamo ancora nell'ambito delle piccole vanità umane e si può anche perdonare. La questione diventa più grave, e per certi versi inammissibile, quando l'iniziativa del prof. Dell'Olio si trasferisce sul terreno della formazione civica dei suoi alunni. Non risulta, ad esempio, che mai in questi ultimi anni il Liceo Virgilio sia stato onorato della visita di qualche illustre costituzionalista che spiegasse ai giovani la Costituzione repubblicana. E' invece capitato, qualche settimana fa, che il preside abbia riunito tutti gli alunni e fatto loro ascoltare una lezione, tenuta da un ufficiale di polizia, sulla pubblica sicurezza in Italia. ma ancora non siamo al peggio. Vi è dell'altro. L'anniversario dell'eccidio delle Fosse Ardeatine è passato sotto silenzio al Liceo Virgilio. Al contrario il solerte preside ha voluto conferire una speciale solennità all'anniversario della battaglia di El Alamein. Ha benevolmente esentato dalle lezioni i suoi ragazzi e, caricatili su diversi pullman, li ha condotti alla Cecchignola dove un autorevole ufficiale ha spiegato loro la tattica e la strategia di quella battaglia, condendo il tutto di buona retorica nazionalista.
Troppo evidente è lo spirito di parte dal quale è mosso l'articolista perchè le sue affermazioni possano essere prese sul serio, ma poichè egli non si fa scrupolo di citare persone e nomi, ed afferma di conoscere molto bene la vita del nostro Liceo, è pienamente cosciente di essere in errore tacciando il nostro preside di dispotismo. Gli studenti non considerano il preside come un "padrone" ma vedono in lui una guida, quasi un padre. E non per cogliere il pretesto peruna vacanza scolastica, del resto di 20 minuti, nè per affettata esagerazione, il preside, nel giorno del suo onomastico, riunisce in Aula Magna gli alunni, ma per conferire le borse di studio intestate al suo defunto fratello, ai più meritevoli del nostro liceo. Da questa cerimonia, che l'articolista ha saputo solamente fraintendere, prendono il via altre accuse egualmente infondate. Così il nostro preside è accusato di fascismo e di promuovere l'apologia.............
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