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Roma, giugno 2007: insolita visita del presidente americano a Sant'Egidio. Sorge spontanea la domanda: come mai Bush ha visitato la Comunità di Sant’Egidio? La risposta potrebbe essere semplice: il presidente “di guerra” sceglie un "comodo" simbolo di pace, estraneo alle manifestazioni dei pacifisti, vicino al Vaticano e attivo in tutto il mondo per il dialogo religioso, utile per il rapporto con gli islamici moderati. |
Dal liceo Virgilio
a diplomazia "segreta" vaticana.
Oggi "pacifisti" di Sua Maestà ?
a cura di Sandro, Adriano e Luca

il prof. Andrea Riccardi,
ex allievo del virgilio, fondatore della Comunità di S. Egidio |
Una storia che inizia nel '68 e questo potrebbe già spiegare molte cose.
Per esempio il fatto che al liceo "Virgilio" ci fossero dei borghesissimi studenti che volevano cambiare il mondo.
Tra questi c'era Andrea Riccardi che aveva divorato il Vangelo e che ai classici marxisti preferiva i teologi cattolici del Concilio Vaticano II.
Per farla breve il 7 febbraio del 1968, il giovane Riccardi studente dell’ultimo anno di Liceo, mentre la stragrande maggioranza degli studenti della scuola è di sinistra, fonda un suo gruppo cattolico.
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Da Gioventù Studentesca alla Comunità
I futuri membri di Sant'Egidio
fanno parte di una cellula di Gs nel liceo Virgilio di Roma. Gs è
la sigla di Gioventù studentesca, l'organizzazione fondata da don
Luigi Giussani che più tardi, passata il sessantotto, prenderà il nome
di Comunione e liberazione. Riccardi vi si era avvicinato negli anni
di ginnasio. Dopo di che aveva collegato i giessini del Virgilio,
del Dante, del Mamiani. Ma con loro ci sono anche Rocco Buttiglione e
la sua futura moglie Maria Pia Corbò, che tireranno poi dritto con don
Giussani. Se il gruppone si disfà, tre, quattro anni dopo, è perché se
ne va via il prete che l'aveva tenuto assieme, Luigi Iannaccone.
È solo a quel punto,
inizio 1972, che Riccardi e i suoi si mettono in proprio, con astio
nei confronti dei fratelli separati di Cl.
Chi erano e dove andavano questi
cattolici non era facile capirlo. Uno dei loro slogan era "dalla
parte dei figli delle donne di servizio", un motto che metteva in
evidenza sia le origini borghesi sia le aspirazioni rivoluzionarie dei
primi militanti.
Nel
settembre del 1973 fissano finalmente il loro quartier generale
a Sant'Egidio. Sparite le ultime monache, l'edificio era rimasto
vuoto, malandato. È di proprietà del ministero degli Interni, che
glielo cede in cambio d'un affitto di poche lire. Chiavi in mano
compreso il restauro, eseguito prontamente a spese del ministero.
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Riccardi, un leader carismatico
Oggi il professor Andrea Riccardi ha 58 anni, è sempre presidente della comunità di Sant'Egidio ed è docente universitario di Storia del cristianesimo.
La sua comunità è acclamata anche all'estero, dove ha dato molte prove della sua arte diplomatica contribuendo alla soluzione di molte crisi internazionali. Il vero miracolo della Comunità è stata la pace in Mozambico, firmata nell’ex monastero di Trastevere dopo un negoziato che aveva visto la Comunità riuscire dove aveva fallito la diplomazia internazionale. |
Tanti militanti ?
Ma chi sono gli 8 mila romani che –
dicono- fanno capo al centro trasteverino? Risposta difficile. Perché
non sono insediati nei posti chiave del potere politico ed economico
No, quella della Comunità di Sant'Egidio è tutta un'altra storia. Una
storia di poveri e nomadi, di barboni ed extracomunitari.
"Cominciammo dalle baracche, il
Terzo mondo sotto casa", ricorda oggi il giornalista Mario Marazziti,
57 anni (ma sembrano molti dimeno da quando si è tagliato la barba).
La prima missione fu a ponte Marconi, alla baraccopoli che era sorta
sotto il Cinodromo. "Facevamo la cosiddetta scuola
popolare", spiega Marazziti "andavamo lì il pomeriggio,
appena usciti da scuola in via Giulia, riunivamo i bambini delle
baracche e gli insegnavamo a scrivere e leggere". Questa tradizione è continuata, e al Virgilio ancora alla fine degli anni '90 c'erano studenti che collaboravano con i doposcuola di periferia.
L'esperimento
funzionò e da ponte Marconi le scuole popolari vennero estese alla
Garbatella, a Primavalle e in breve in tutte le zone calde della
periferia romana.
Nel frattempo la Comunità è
cresciuta e si occupa dei nuovi poveri: i barboni, per i
quali faranno anche una specie di guida Michelin su come sopravvivere;
e poi gli zingari.

Sono 50mila gli aderenti alla Comunità oggi nel mondo. S. Egidio svolge un ruolo importante nel dialogo inter-religioso.
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