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Studentessa al liceo Virgilio, durante il movimento studentesco del '68, si scontrò col preside Lo Cascio del Liceo, che rifiutò all’allora Presidente della Camera dei deputati, Sandro Pertini, l’autorizzazione a partecipare a un’assemblea di studenti per celebrare il 25 Aprile. Prima dell’esplosione del movimento femminista degli anni ’ 70, organizzò a Roma uno straordinario movimento di ragazze, il movimento delle studentesse delle scuole femminili. Iniziato così il suo percorso politico, impegnata nei referendum sul divorzio e l’aborto, per la emancipazione delle donne e per una società più libera e aperta, abbandonando studi universitari brillantemente condotti e una allettante prospettiva di carriera universitaria, divenne responsabile del “lavoro di massa” della FGCI nazionale, all’epoca diretta da Massimo d’Alema, occupandosi in particolare della lotta alla droga, impegnandosi, già nel 1979, attraverso l’elaborazione di una legge di iniziativa popolare per la distribuzione controllata dell’eroina, che, in contrasto con le ipotesi di pura e semplice liberalizzazione, contribuì alla riflessione e alla elaborazione di coerenti politiche di riduzione del danno e di assistenza ai tossicodipendenti. Fu poi responsabile di una zona e quindi del settore sanitario nella Federazione romana del PCI.
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