Giulia Rodano

Assessore alla cultura della regione Lazio

Nata da genitori cattolici impegnati in politica: il padre, Franco Rodano é stato, durante la lotta di liberazione nazionale, fondatore e leader del Movimento dei cattolici comunisti e, poi, del Partito della Sinistra Cristiana; la madre, Marisa Cinciari, é stata, nel lontano 1944, tra le fondatrici dell’Unione Donne Italiane. Dalla famiglia Giulia Rodano ha tratto una concezione della politica come servizio alla causa della libertà e come strumento per promuovere l’emancipazione delle classi lavoratrici, la distinzione tra religione e politica, una visione laica dell’ agire politico.

Studentessa al liceo Virgilio, durante il movimento studentesco del '68, si  scontrò col preside Lo Cascio del Liceo, che rifiutò all’allora Presidente della Camera dei deputati, Sandro Pertini, l’autorizzazione a partecipare a un’assemblea di studenti per celebrare il 25 Aprile.
Fondò poi il primo gruppo di giovani della FGCI del liceo.

Prima dell’esplosione del movimento femminista degli anni ’ 70, organizzò a Roma uno straordinario movimento di ragazze, il movimento delle studentesse delle scuole femminili. Iniziato così il suo percorso politico, impegnata nei referendum  sul divorzio e l’aborto, per la emancipazione delle donne e per una società più libera e aperta, abbandonando studi universitari brillantemente condotti e una allettante prospettiva di carriera universitaria, divenne  responsabile del “lavoro di massa” della FGCI nazionale,  all’epoca diretta da Massimo d’Alema, occupandosi in particolare della lotta alla droga, impegnandosi, già nel 1979, attraverso l’elaborazione di una legge di iniziativa popolare per la distribuzione controllata dell’eroina, che, in contrasto con le ipotesi di pura e semplice liberalizzazione, contribuì alla riflessione e alla elaborazione di coerenti politiche di riduzione del danno e di assistenza ai tossicodipendenti.  Fu poi responsabile di una zona e quindi del settore sanitario nella Federazione romana del PCI.