Una delegazione del Liceo Virgilio
invitata al Quirinale il 24 gennaio 2003

26 studenti di 3 classi, la 2 A, la 2B, la 3B accompagnati dalla Preside, prof.ssa Bornoroni e dai proff. Luana Andreoli, Giuseppe Panuccio e Laura Vietti hanno partecipato ad un incontro molto significativo con il Presidente della Repubblica.

Da circa due anni, ogni mese, studenti e studentesse degli ultimi anni delle scuole di istruzione secondaria sono invitati al Quirinale per un incontro su un tema indicato dalla Presidenza della Repubblica.

Nell'anno scolastico 2002/2003 sono stati effettuati i seguenti incontri:
- nel mese di ottobre sul tema dei servizi alla persona; presenti istituti per odontotecnici, ottici, assistenti sociali e una "Scuola in Ospedale" .
- nel mese di novembre sul tema dell'artigianato nella tradizione italiana, dal restauro di libri antichi, alla grafica sul web, alla ceramica, alla lavorazione del corallo. Presenti istituti tecnici e professionali del settore e istituti d'arte.
- nel mese di dicembre sul tema arte, musica e danza con la partecipazione di conservatori, dell'accademia di danza, licei e istituti d'arte.

Il 24 gennaio ha avuto come tema la lingua italiana, ma uno spazio importante è stato dedicato anche alla Shoah, dato che il 27 gennaio viene celebrato nel nostro paese il "Giorno della memoria".
L' incontro si è svolto come giornata di studio e approfondimento di educazione civica e si è articolato in diversi moduli, condotti dallo staff della Presidenza della Repubblica: l'unità d'Italia, Roma capitale, la storia del palazzo del Quirinale, i re d'Italia, i presidenti dell'Italia repubblicana, l'inno e la bandiera nazionali , le funzioni del Presidente della Repubblica. 
E' seguita una visita guidata al Palazzo del Quirinale.

Alle 12 il presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha parlato agli studenti nel corso di una cerimonia in cui erano presenti molte autorità del Ministero e dello stato ed ha premiato i lavori di scuole elementari e medie di un concorso sulla Shoah.

Nel pomeriggio le scuole invitate si sono presentate ed hanno esposto i loro progetti .

L'incontro con il Presidente Ciampi: il dovere della memoria 
"Le leggi razziali favorirono l'olocausto"


"Non soltanto non dimenticare, ma ricordare, ossia conservare
il passato nel cuore oltre che nella mente"

- Lo sterminio di oltre un quinto degli ebrei italiani "non fu dovuto solo alla barbarie nazista ma fu reso possibile anche dalle vergognose leggi razziali del 1938". 
Durante la cerimonia il presidente della Repubblica ha inoltre affidato alle nuove generazioni "il compito di sviluppare e completare il progetto europeo", partendo "dall'esempio dei Giusti, che rischiarono e qualche volta sacrificarono la loro vita per salvare fratelli incolpevoli" cioè gli ebrei. "Con un moto spontaneo degli animi- spiega il presidente- la mia generazione sperimentò uno slancio istintivo di sopravvivenza, di fratellanza che fece dire: mai più guerre tra noi".
Un inutile massacro fra popoli che erano "eredi e partecipi di una stessa civiltà e che si riconoscevano in ideali e principi: libertà, democrazia, tolleranza, uguaglianza dei diritti, fratellanza tra i popoli. Un unico patrimonio di valori costruito nei secoli." A fronte delle "vergognose leggi razziali", evidenzia il Presidente della Repubblica, ci sono "civili, militari, religiosi che soccorsero i perseguitati, salvandone e proteggendone molte migliaia".
295 di questi eroi silenziosi ( i Giusti, ndr) sono ricordati a Gerusalemme per atti eccezionali di coraggio e "sono innumerevoli gli episodi che ancora non conosciamo". A sessanta anni dall'immane tragedia "di tanti italiani Giusti non sapremo mai il nome, come per tanti anni abbiamo ignorato i Perlasca e i Palatucci" ma sappiamo "che hanno onorato l'Italia contribuendo a tenere viva la patria".

Una visione dinamica dell'italiano nella scuola: come i nuovi aspetti della comunicazione influenzano il nostro modo di esprimerci.

Da sempre la prova scritta di italiano negli esami di maturità vuole accertare la conoscenza e la capacità di utilizzo della lingua italiana degli studenti; da alcuni anni, oltre al tradizionale tema, la prova prevede altri tipi di scritti: l'analisi e il commento di un testo, letterario e non; la redazione di un testo personale sotto forma di recensione, saggio breve, lettera, articolo di giornale.
Il lavoro di preparazione al compito di italiano svolto nelle classi è stato necessariamente "ristrutturato" e "adeguato" per permettere agli studenti di affrontare anche questi nuovi compiti, in particolare la redazione di articoli di giornale.
Un grande aiuto ci è stato dato dai principali quotidiani nazionali, che oltre a fornire alle classi e agli insegnanti che lo richiedono copie gratuite per l'intero anno scolastico, hanno stimolato con concorsi e premi l' impegno delle classi a realizzare e persino a pubblicare articoli.
Una gran quantità di studenti ha potuto documentarsi, usare gli articoli di giornale come riferimenti concreti, mettere a confronto punti di vista diversi e anche rendersi conto delle sensibili differenze che esistono fra un testo pure ben scritto in italiano e quello redatto secondo gli stili di scrittura giornalistici.
Esporre in uno spazio limitato un fatto e il proprio punto di vista su di esso significa fare una buona sintesi, quindi svolgere un lavoro complesso con l'obiettivo di informare.Così pure in tempi recentissimi le nuove tecnologie hanno dato la possibilità alle scuole di organizzare - praticamente senza costi- il lavoro di pubblicazione degli articoli e quindi di rendere più diffusa e puntuale l'informazione e la comunicazione.

 



Il pranzo offerto ai visitatori è stato preparato dagli IPSAR, istituti per la ristorazione, della Toscana, che hanno presentato in tal modo la storia e le tradizioni culturali della regione nella cucina.

Il palazzo del Quirinale
Il palazzo del Quirinale nasce nel 1583, quando il papa Gregorio XII Boncompagni affidò all'architetto Ottavio Mascarino il compito di costruire una residenza sull'area della villa del cardinale Ippollito d'Este. Sorse così il primo nucleo del palazzo che i successivi pontefici vollero ampliare e arricchire, conferendo all'edificio, al giardino e alla piazza antistante la dignità di una reggia alternativa al Vaticano. 
Alla costruzione del palazzo parteciparono i più grandi architetti dell'epoca come Carlo Maderno, Gian Lorenzo Bernini, Ferdinando Fuga e pittori come Guido Reni e Pietro da Cortona.
Dopo il 1870, anno della presa di Roma, divenne la residenza ufficiale della dinastia dei Savoia, re d'Italia. 
Dal 1948 è residenza e ufficio del Presidente della Repubblica

L'inno nazionale
Il canto degli italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli, fu scritto nel 1847 dall'allora ventenne studente e patriota Goffredo Mameli, genovese, e musicato poco dopo da un altro genovese, Michele Novaro.
Il "Canto degli italiani" nacque alla vigilia della rivoluzione nazionale del 1848. L'immediatezza dei versi e della melodia ne fecero il canto più amato delle guerre di indipendenza. Fu quasi naturale che il 12 ottobre 1946 l'Inno di Mameli divenisse l'inno nazionale della repubblica italiana, 
sostituendo la Marcia Reale della monarchia sabauda.

Il tricolore
La bandiera italiana con le tre bande verticali verde, bianco e rosso, fu adottata per la prima volta il 7 gennaio 1797 a Reggio Emilia dal parlamento della Repubblica Cispadana. Divenuto simbolo dell'indipendenza nazionale, il tricolore sventola alla testa delle truppe piemontesi e dei volontari che il 23marzo 1848 muovono guerra all'Austria.