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Guido Mancini, preside di regime,
al Virgilio dal 1932 al 1938
Nato
ad Atina, in provincia di Frosinone nel 1880, laureato in lettere
e filosofia, professore di filosofia e storia per diversi anni nel Liceo Alfieri di Asti, iscritto
dal 1923 al Partito fascista,fu consigliere provinciale di Alessandria (1923-1928) e segretario federale
della città (1924-1925), consigliere comunale, assessore e quindi podestà di Asti (1927-1928).
Dal 1932 preside al Liceo Virgilio
e vicepresidente dell'Associazione fascista della scuola, dal
1938 ispettore del Ministero e membro del Consiglio nazionale
dell'educazione.
All'interno del PNF curava in particolare i rapporti con l'editoria,
e specialmente con la Mondadori; Dal 1936 vicepresidente dell'Istituto
nazionale di cultura fascista, diresse fra l'altro il Dizionario
di politica a cura del PNF.
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Al bando i fumetti stranieri
Nel corso del Convegno per la letteratura infantile, svoltosi a Bologna nel dicembre 1938, viene votata la mozione presentata da Guido Mancini e Filippo Tommaso Marinetti, nella quale, per la letteratura infantile e giovanile, si trovavano queste due richieste:
1) esclusione assoluta di ogni importazione straniera, sia nel materiale scritto e illustrato, sia nello spirito;
2) ispirazione schiettamente italiana come razza innalzata dal tono imperiale fascista e mussoliniano. Queste direttive saranno presto fatte proprie dal minculpop ed estese immediatamente a tutte le pubblicazioni per ragazzi, compresi i fumetti.
Guido Mancini partecipò alla Repubblica di Salò e fu nominato commissario dell'Istituto della Enciclopedia italiana.
Epurato nel 1944 per collaborazionismo dopo l'8 settembre e perché non aveva superato un regolare concorso per l'insegnamento universitario. Morì a Roma nel 1975.
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