Unico Guidoni, ex alunno del Virgilio, trucidato
alle Fosse Ardeatine,
a cura di Piotr Zalewski

Nato a Viterbo il 22 gennaio del 1923, Guidoni si trasferisce con la famiglia a Roma dove frequenta il Virgilio, e consegue la maturità nel 1942. Sin dai tempi di scuola con altri compagni, entra a fare parte della Resistenza ed aderisce al Movimento comunista di “Bandiera Rossa”. Dopo la maturità Guidoni frequenta la facoltà di lettere e intensifica l’attività clandestina.
Non abbiamo altre informazioni di questa vicenda legata al Virgilio, se non che Bandiera Rossa era presente nella scuola specie dal ’43 e che era in contatto con numerosi studenti.
Guidoni era partigiano di prima linea, partecipò ad azioni in Sabina e nel Viterbese, diffondeva il giornale clandestino e altri materiali antifascisti. Il 23 dicembre del ’43 Unico Guidoni fondò una scuola di pensiero marxista detta Grottarossa, un luogo di rifugio contro le spie che si infiltravano nelle formazioni partigiane e di ascolto delle trasmissioni alleate. La “scuola” si trovava in pieno centro città, vicino Santa Maria Maggiore, in delle immense grotte sotterranee di epoca romana; vi si accedeva dall’officina di fabbro di Diego, un fedele militante di Bandiera Rossa.
Unico Guidoni viene arrestato nel febbraio del ’44 vicino corso Vittorio con Aladino Covoni, capitano dei granatieri, Uccio Pisino, ufficiale di marina, responsabili delle azioni militari di bandiera Rossa e altri militanti del Movimento.
Trattenuto un mese a via Tasso, Unico Guidoni negli interrogatori stupì per le sue idee e per la sua preparazione filosofica e gli fu inflitta una condanna mite, due anni di lavori forzati in Germania.
Tuttavia il 24 marzo Guidoni, insieme a circa cento compagni di Bandiera Rossa e ad altri 224 antifascisti, venne trucidato alle Fosse Ardeatine, dopo che il questore Caruso lo aveva inserito nella lista dei 320 da giustiziare richiesta da Kappler.
Bandiera Rossa era una organizzazione antifascista particolarmente forte a Roma tra i giovani, con una tipografia e un giornale clandestini. Durante i nove mesi dell’occupazione nazista ha avuto 186 caduti, 137 arrestati e deportati; i combattenti del movimento “riconosciuti” furono 1.183. Dopo la guerra, la maggioranza dei militanti di Bandiera Rossa confluisce nel PCI.
Notizie tratte in parte da: Giuseppe Mogavero, “I muri ricordano” Massari editore, 2004