Il prof. Carlo Dionisotti,
famoso filologo, ha insegnato al Virgilio negli anni '40

Carlo Dionisotti nato a Torino nel 1908, si è laureò in lettere a Torino nel 1929 col professore nazionalista e fascista Vittorio Cian, direttore del "Giornale storico"; per portare avanti le sue ricerche nella Biblioteca vaticana si trasferì a Roma dove insegnò negli anni '40 per alcuni anni italiano e latino al Liceo Virgilio. A Roma lavorava anche nella redazione del Dizionario Biografico degli Italiani, diretto da Giovanni Gentile, dove era stato introdotto da Fortunato Pintor. Al liceo strinse amicizia soprattutto con il coetaneo Giorgio Candeloro, - che poi divenne famoso come storico- insegnante di storia e filosofia (vedi scheda in basso). Tra il '42 e il '43 i due parteciparono alla fondazione del Partito d'Azione con Ferrucco Parri, Alessandro Galante Garrone e Norberto Bobbio.
Dionisotti divenne abbastanza noto come antifascista nel 1944 per il suo saggio sulla morte di Giovanni Gentile, ucciso dai partigiani fiorentini il 25 aprile 1944. Dionisotti scrisse allora che accettava "risolutamente" il gesto dei gappisti fiorentini.

Al Virgilio ebbe tra i suoi allievi del corso I Alberto Ronchey, giornalista del Corriere della Sera ed ex ministro, che in un editoriale del Corriere della Sera ne ricorda “la personalità di forte autorevolezza”.
Dionisotti conseguì la libera docenza in letteratura italiana nel 1937 e, oltre ad insegnare al Virgilio, fino al 1946 fu assistente di Natalino Sapegno all'Università di Roma.

Si trasferì poi in Inghilterra per le difficoltà ad essere accolto nel mondo accademico italiano; divenne lettore di italiano a Oxford nel 1947 e professore al Bedford College di Londra nel 1949.
La sua collaborazione a riviste letterarie è stata intensa: alla fine degli anni trenta ha lavorato come segretario di redazione del «Giornale storico della letteratura italiana». Ha scritto su «Italia medioevale e umanistica», divenendone condirettore nel 1958, su «Italian Studies», «Lettere italiane», «Studi di filologia italiana» e altre riviste.
La sua attività filologica si è rivolta, in particolare, alle opere di Pietro Bembo. Ha inoltre approfondito lo studio della letteratura italiana del Quattrocento e del Cinquecento, negli aspetti filologici e linguistici e nelle implicazioni storico-politiche. Soprattutto notevoli, in questo senso, gli studi su Geografia e storia della letteratura italiana, uscito dapprima nel 1967, che lo hanno fatto emergere tra i maestri della letteratura.
Dionisotti stesso ha definito questa raccolta «un'inchiesta condotta con scrupolo di verità, ma con passione politica, sulla storia tutta della letteratura italiana nel quadro della storia d'Italia». Vanno poi almeno citati saggi su Machiavelli oltre agli studi sull'Ottocento.

Ciò che colpisce negli studi e nei libri di Carlo Dionisotti, oltre all'ampiezza e all'esattezza delle prospettive storiche, è il respiro di un metodo in cui si fondono il rigore filologico, una vasta e solida cultura, una forte sensibilità civile e il gusto per la poesia e per l'arte, come testimoniano i saggi raccolti nel 1995 in Appunti su arti e lettere.
Si è spento a Londra nel 1998, salutato dall'intera cultura del Paese come il maggiore storico della letteratura italiana del secondo Novecento. E’ sepolto a Romagnano Sesia, in provincia di Novara.

In una intervista rilasciata poco prima della morte Carlo Dionisotti osservava:
"Pare a me che il compito degli intellettuali sia di fare, come tutti gli altri, il loro mestiere nel modo migliore. Il loro mestiere può comprendere anche la politica attuale, ma non necessariamente. Se la comprende, il loro compito precipuo - secondo me - è di ricordare e spiegare i precedenti di questa politica che sfuggono alle nuove generazioni e a quelli che intellettuali non sono. Più che un compito direzionale, dovrebbe essere - secondo me - un compito commemorativo e monitorio.
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Candeloro, Giorgio (Bologna 1909 - Roma 1988), storico italiano. Studioso dapprima di storia delle dottrine politiche, sotto l'influenza di Giovanni Gentile dopo la seconda guerra mondiale fu uno dei primi a occuparsi del Movimento cattolico in Italia, al quale dedicò un libro pionieristico (1953). Docente di Storia del Risorgimento all'Università di Pisa, visse a Roma dove si dedicò alla stesura di una vasta ricostruzione della vicenda complessiva dell'Italia dal Risorgimento alla Resistenza in undici volumi (Storia dell'Italia moderna), pubblicati tra il 1956 e il 1985, in cui si avverte l'insegnamento di Gramsci.