Ernesto De Martino
(Napoli, 1908 - Roma 1965)

(Ricerca di Giuseppe Panuccio)
I 15 anni al Virgilio di Ernesto de Martino, il più famoso etnologo italiano, esponente più illustre dell’antropologia culturale del ‘900. Fondamentali i suoi studi sul ruolo della magia nelle società primitive.

 

 Il prof. de Martino, ordinario di storia e filosofia, fu trasferito al Virgilio dal 1° ottobre 1943, proveniente dal Liceo scientifico Vallisneri di Luca. Il suo arrivo a Roma dalla Toscana fu reso difficile dalla guerra, e per molti mesi il professore non potè raggiungere la capitale e fu utilizzato presso il Liceo Torricelli di Faenza, nelle cui vicinanze era sfollato. Finita la guerra, le difficoltà di trovare un alloggio adeguato per la sua famiglia, la moglie Anna Macchiaro, insegnante di storia dell'arte, e le due figlie Lia e Nera, costrinsero de Martino a chiedere di essere utilizzato nell'anno scolastico 1946/47 presso il Provveditorato di Bari, città in cui vivevano parenti in grado di ospitarlo.
Negli anni seguenti, tornata la situazione normale, De Martino andò a vivere a Monteverde, in via Caterina Fieschi,1. I coniugi de Martino insegnavano entrambi al Virgilio, ma i guai non erano ancora finiti, perchè Ernesto, la cui salute era stata messa a dura prova dalle vicende belliche, nel '50 venne ricoverato al Forlanini per "infezione tubercolare polmonare".

Operato con buoni risultati, ottenne la riduzione dell'orario di insegnamento a 12 ore ed ebbe frequenti distacchi presso istituzioni come l'Accademia dei Lincei o la Biblioteca di studi storici di via Caetani. Già noto come etnologo, quando nel 1958 con la sua opera "Morte e pianto rituale nel mondo antico" vinse il il Premio Viareggio, divenne una caso letterario nazionale oltre che scientifico. De Martino rimase nella nostra scuola fino al 1959, anno in cui ottenne la cattedra all'Università di Cagliari. Morì nel 1965; la moglie rimase in servizio al Virgilio  fino al 1972, anno in cui andò in pensione.

 


Una svolta decisiva nell'esistenza e nell'attività del de Martino fu determinata dalla sua esperienza di militante nei partiti della Sinistra e dal proprio impegno ideologico-sociale.
Dal 1945 divenne segretario di federazione del Partito socialista (PSIUP poi PSI), nell'Italia meridionale: a Bari, Molfetta, Lecce.
Nel 1950 egli aderì al Partito comunista italiano.
Il contatto diretto con i contadini del Sud, e con i problemi del Meridione, impresse un marchio originale sulla personalità dello studioso, che in quell'esperienza ricevette lo stimolo a muoversi verso un'etnologia o antropologia fatta di ricerche sul terreno. Da allora fu spinto ad assumere come problema centrale della propria ricerca l'analisi del folklore religioso nella cultura contadina del Sud.


Oggetto della sua investigazione particolarmente furono: il complesso mitico-rituale della fascinazione in Lucania (Sud e magia, Milano 1959); le persistenze del pianto funebre in Lucania (Morte e pianto rituale nel mondo antico, Torino 1958 che ebbe il Premio Viareggio 1958); il tarantismo del Salento (La terra del rimorso, Milano 1961).
Libero docente di storia all'Università di Roma, divenne professore di ruolo di etnologia e distoria delle religioni nella facoltà di lettere dell'università di Cagliari dal dicembre 1959, al periodo meridionalista successe un periodo di approfondimenti e sviluppi problematici.
Lì de Martino da un lato scoprì e pose in questione una serie di manifestazioni religiose o parareligiose di tipo extraufficiale nel cuore della società borghese occidentale
Per la complessità poliedrica dell'approccio del de Martino allo studio dell'uomo, per la forte tensione etico-sociale-ideologica che permea i suoi scritti, per l'efficacia scandagliatrice delle sue analisi, per la soggettività fascinosa del suo linguaggio - per cui la sua opera si impone anche per il suo valore letterario - la sua produzione si pone al di sopra delle specializzazioni accademiche più o meno settoriali, e pare destinata a riscuotere risonanze durevoli nell'ambito di molteplici discipline, dei più vari orientamenti di studio che hanno a che fare con il problema dell'uomo e di tutti coloro che a tale problema rivolgono un personale e sensibile interesse.
De Martino morì a Roma il 9 maggio 1965.