Biografia di Francesco De Gregori,
famoso ex allievo del Virgilio


Francesco De Gregori nasce a Roma il 4 aprile del 1951. Trascorre parte della sua infanzia a Pescara per poi fare rientro stabilmente nella Capitale alla fine degli anni cinquanta. A Roma frequenta il liceo classico Virgilio, dove vive in prima persona gli eventi e i fermenti politici del movimento studentesco del '68.

Non sono molte le informazioni sugli anni del Virgilio: qualche episodio interessante si può leggere sulla biografia non autorizzata scritta da Enrico Deregibus "Francesco De Gregori. Quello che non so, lo so cantare" - Giunti Editore - 2003

“La scuola mi ha dato molto, sicuramente. Sai, quelle cose che dimentichi e che però hanno lavorato dentro di te, ti hanno dato gli strumenti per continuare a leggere altre cose….Ecco, aver letto bene Ariosto, Omero, Dante ti dà la capacità di leggere anche Pitigrilli. E’ un bagaglione che mi porto, che non pesa, perché mi sembra di averlo dimenticato. Anche se non è vero .(…) In sostanza ti trovi attrezzato ad affrontare qualsiasi tipo di lettura, se hai letto bene quelle cose quand’era il momento di leggerle. Anche se, magari, te le imponeva la scuola, quindi era un po’ sofferenza. Ho avuto un paio di buoni insegnanti che mi hanno aiutato a scoprire il gioco della lettura, dei classici, non soltanto per il voto, per essere promossi.”

 

Fortemente ispirato dalla musica e dai testi di Fabrizio De Andrè e dalle canzoni di Bob Dylan, De Gregori inizia ad esibirsi, appena sedicenne, al Folkstudio, presentato dal fratello maggiore Luigi, anche lui musicista. Nel piccolo locale di Trastevere, luogo prediletto dei musicisti di tutto il mondo di passaggio per Roma esordisce come interprete. Il suo repertorio consiste in brani di Dylan e Leonard Cohen tradotti in italiano, cover di De Andrè, canzoni popolari italiane. A ciò aggiunge le sue prime composizioni che proprio in quel periodo comincia a scrivere.

Il Folkstudio è frequentato da altri giovani cantautori come Antonello Venditti, Mimmo Locasciulli, Stefano Rosso, Giorgio Lo Cascio, Paolo Pietrangeli; da jazzisti come Mario Schiano e Marcello Melis; da ricercatori ed interpreti di musica popolare come Giovanna Marini e Caterina Bueno, con la quale De Gregori farà una lunga tournèe in veste di chitarrista e alla quale dedicherà, anni dopo, la canzone Caterina, inserita nell’album Titanic. Il 1970 è l'anno dell'esordio discografico. Theorius Campus vede De Gregori condividere con l'amico Venditti, anche lui al suo primo disco, questo lavoro ancora acerbo dove la canzone più interessante (almeno per quanto riguarda De Gregori) è Signora Aquilone. Nonostante il deludente riscontro commerciale di Theorius Campus l'anno successivo, grazie alla coraggiosa produzione di Edoardo De Angelis, Francesco De Gregori realizza, per la IT di Vincenzo Micocci, il 33 giri Alice non lo sa. La title-track, Alice, partecipa alla manifestazione “Un disco per l’Estate”, classificandosi ultima. Il disco ottiene comunque un discreto successo e conferma De Gregori come uno dei cantanti emergenti più amati dal pubblico giovanile d’avanguardia.
Nel 1974 esce l'intimo Francesco De Gregori, in cui trovano spazio canzoni assai personali, visionarie ed ermetiche. Fra i titoli spiccano Niente da capire, Bene, Cercando un altro Egitto. Allo stesso anno risale la collaborazione con Fabrizio De Andrè. La firma di De Gregori appare in cinque canzoni, fra cui La cattiva strada e Canzone per l’estate, che faranno parte di Volume VIII, il nuovo album del cantautore genovese.
Il 1975 è l’anno di Rimmel, album che contiene canzoni destinate a diventare classici della musica italiana. Rimmel, Pablo (scritta insieme a Lucio Dalla), Buonanotte fiorellino, Pezzi di vetro potranno vantare in futuro centinaia di esecuzioni dal vivo da parte del loro autore.
Bufalo Bill, del 1976, viene definito dallo stesso De Gregori "il disco più riuscito". Tra i brani di spicco, titoli di eccezionale bellezza come Atlantide, Santa Lucia, L’uccisione di Babbo Natale e la stessa Bufalo Bill.

Subito dopo l’uscita di Bufalo Bill De Gregori subisce, nel corso di uno spettacolo a Milano, una violenta contestazione da parte di un gruppo politico di estrema sinistra legato ad Autonomia Operaia. L’episodio va inserito nel clima di intolleranza creato in quel periodo di frange dei gruppi extraparlamentari che attraverso l’azione violenta nei concerti di massa (analoghi episodi avvennero con Lou Reed, Santana, Patti Smith), perseguivano l’intento di coinvolgere il pubblico giovanile.

Qualche tempo dopo De Gregori, commentando l’episodio, dirà: “Per come si erano messe le cose avrebbero anche potuto spararmi: è stato un piccolo momento della strategia della tensione”.
Dopo un intervallo di due anni viene pubblicato, nel 1978, un nuovo album. De Gregori contiene altre canzoni memorabili come Natale, Raggio di sole, Due zingari e Generale, quest'ultima destinata a diventare famosissima.


La svolta di Banana Republic e di Viva l'Italia

Nel 1979 Francesco De Gregori torna ad esibirsi in pubblico. Insieme a Lucio Dalla e a un giovanissimo Ron porta negli stadi italiani un tour importante e molto seguito, Banana Republic, che riapre l’epoca dei grandi concerti di massa dopo il periodo buio delle violenze e delle contestazioni . Dalla fortunata tournèe vengono tratti un disco e un film.
A breve distanza di tempo viene registrato in studio l'album Viva l'Italia, per il quale, con l'intenzione di fondere tra loro melodia italiana e sonorità internazionali, De Gregori si avvale della produzione di Andrew Loog Oldham (ex produttore dei Rolling Stones) e dell'apporto di ottimi musicisti statunitensi.
Il 1982 è l'anno di Titanic. La leva calcistica della classe '68, Caterina, I muscoli del capitano e L'abbigliamento del fuochista vanno così ad aggiungersi a un repertorio ormai consolidato.
Nel 1983 Francesco De Gregori pubblica la sua canzone più famosa, La donna cannone, ispirata da un articolo di cronaca che racconta la crisi di un circo ormai orfano del suo numero di maggior successo fuggito per inseguire un suo grande amore. Nello stesso mini-album (5 canzoni) vi sono Flirt, composta per un film con Monica Vitti, e La ragazza e la miniera.
Frutto della produzione di Ivano Fossati è Scacchi e tarocchi del 1985, album con il quale De Gregori conclude il rapporto con la Rca. Al suo interno, tra le altre, La storia, la malinconica Ciao ciao e A Pa', dedicata idealmente alla figura di Pier Paolo Pasolini.
Francesco De Gregori continua ad esibirsi fino al 1987, quando con l'album Terra di nessuno e con canzoni come Nero, I matti e Pilota di guerra, quest'ultima ispirata alla vita di Saint Euxupery, inizia a incidere per la Cbs.
Il disco successivo è Miramare 19.4.89 in cui l'ancora attualissima Bambini venite parvulos e altre canzoni come Dottor Dobermann e Cose presentano un De Gregori in continua evoluzione. Dopo i 3 album live Catcher in the sky, Musica leggera e Niente da capire (usciti nel 90 contemporanemente), nel 1992 l'autore romano si ripresenta ancora più maturo musicalmente con l'album Canzoni d'amore, prodotto da Vincenzo Mancuso e capace di alternare grande poesia (Tutto più chiaro che qui, Povero me) a episodi musicalmente più muscolari come Adelante! Adelante! e Viaggi & miraggi.
Dopo i due dischi dal vivo Il bandito e il campione e Bootleg giungono quattro lunghi anni di silenzio, durante i quali De Gregori si improvvisa giornalista su l’Unità diretta da Walter Veltroni. Il ritorno sul mercato è del 1996, quando nell'album Prendere e lasciare, prodotto da Corrado Rustici, il pubblico di De Gregori scopre nuove sonorità e arrangiamenti più moderni e spiazzanti (L'agnello di Dio), a tratti lontani da quelle soluzioni acustiche di cui l'artista si era servito agli inizi della sua carriera. Ma nuova e spumeggiante è anche la ricerca sulla parola, presente in canzoni come Un guanto o Rosa rosae, Compagni di viaggio. Dal tour immediatamente successivo viene tratto un doppio cd impreziosito dall'inedita “La valigia dell'attore”, scritta per Alessandro Haber, da Dammi da mangiare, già cantata da Angela Baraldi e da Non dirle che non è così, struggente versione italiana di quella If You See Her, Say Hello che Bob Dylan aveva inserito nel suo Blood On The Tracks del 1975.

Ancora in testa alle classifiche con "Curve della memoria" e "Il fischio del vapore"

La raccolta Curve nella memoria (1998), destinata principalmente al mercato francese, raccoglie i maggiori successi pubblicati da De Gregori negli ultimi 15 anni per l’etichetta CBS SONY.
Amore nel pomeriggio, pubblicato nel gennaio 2001, inaugura per Francesco De Gregori il terzo millennio ed il quarto decennio di attività discografica.
L'album contiene 11 nuovi brani ed è prodotto da Guido Guglielminetti, da anni fedele collaboratore di De Gregori. In due brani ci sono collaborazioni eccellenti: in Il cuoco di Salò Franco Battiato, come arrangiatore e produttore, in Natale di seconda mano Nicola Piovani, premio Oscar per le musiche di "La vita è bella" di Roberto Benigni.
Amore nel pomeriggio conquista la Targa Tenco in qualità di miglior album del 2001 e il titolo di miglior album pop/rock italiano al referendum di Musica & Dischi mentre a Il cuoco di Salò va l’Italian Music Award per il miglior testo.
A partire da marzo, dopo tre anni di assenza dai palcoscenici, De Gregori, sotto la direzione artistica di Guido Guglielminetti, affronta un nuovo tour, accompagnato da Paolo Giovenchi alle chitarre, Greg Cohen, già con Tom Waits, al basso e contrabbasso acustico, Alessandro Svampa alla batteria, Alessandro Arianti al piano e tastiere, Marco Rosini al mandolino e alla chitarra acustica, e, dopo 25 anni dalla sua ultima apparizione, Toto Torquati all’organo Hammond e tastiere. Il tour tocca con successo i maggiori teatri italiani e, dopo una breve pausa, prosegue fino a settembre dando vita al live album Fuoco amico – live 2001, pubblicato nel gennaio 2002.
Nell'estate dello stesso anno De Gregori intraprende un tour eccezionale insieme a Pino Daniele, Fiorella Mannoia e Ron. Il tour nasce dall’esigenza di verificare lo “stato dell’arte”, di questa arte “popolare” che è la musica italiana di qualità, attraverso un nuovo modo di proporla al pubblico, creando così un’eccezionale possibilità di spettacolo.
Questo il motivo per cui quattro tra i più rappresentativi esponenti della nostra “canzone italiana”, mettendosi in discussione, hanno accettato la sfida di fondersi in un progetto finalmente unico che, durante l'estate 2002 ha attraversato le nostre più belle piazze e siti storici, andando incontro alla “gente”, vera e unica destinataria di tanti successi musicali, che proprio per la “gente” sono stati composti e, in questo eccezionale tour, riproposti: uno spettacolo articolato che, insieme agli spazi di approfondimento di ciascun artista, ha offerto grandi ed inedite esecuzioni d’insieme. In poche parole: un evento che ha fatto sentire e vedere alcune tra le più belle canzoni di oggi, eseguite insieme, nell’intenzione di offrire al pubblico un’unica, eccezionale e difficilmente riproponibile, occasione di emozioni. L'evento viene documentato dal doppio live album In Tour, pubblicato nel novembre 2002.

Nello stesso periodo esce nei negozi Il Fischio del vapore, l'album di Francesco De Gregori e Giovanna Marini contenente alcune fra le più grandi canzoni popolari italiane riarrangiate per l’occasione ed interpretate a due voci.
Fra i titoli, oltre a Bella Ciao nella versione originale, anche Sacco e Vanzetti, I treni per Reggio Calabria, L’abbigliamento di un fuochista e Il tragico naufragio della Nave Sirio. L’album è stato registrato con la band di Francesco De Gregori nella sua casa in Umbria.

Il nuovo De Gregori, di Andrea R.

Si chiama "Calypsos" il nuovo album di Francesco De Gregori. Il cantautore romano torna ai suoni dolci e melodici

Il disco promette sorprese: "Calypsos" contiene infatti nove pezzi inediti: più dolci e melodici rispetto a quelli contenuti negli ultimi album, che invece erano tutti orientati verso il rock e i suoni più duri. Tornano anche le canzoni d'amore, con tonalità raccolte, simili ai suoni dei primi anni e vicine al De Gregori forse più amato, quello della "Donna cannone", il De Gregori morbido e riflessivo da sentire in poltrona .
C'è anche un pezzo dedicato alla sua città, "Strade di Roma", dove peraltro è stato registrato "Calypsos": il cantautore lo ha inciso a dicembre, con i musicisti che lo accompagnano di solito dal vivo. L'album è stato prodotto da Guido Guglielminetti, fedele capobanda del gruppo di De Gregori. Ma perché "Calypsos"?: il titolo del cd prende il nome dalla dea Calypso, la ninfa del mare che, per amore, trattenne Ulisse nell'isola di Ogigia per sette anni. Un nome dal profumo esotico e misterioso, quello della ninfa, che ricorda le sonorità raccolte, acustiche e tenere delle nuove canzoni.


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