Bernardo Bertolucci
Nato a Parma nel 1941, figlio del poeta Attilio, da ragazzo si trasferisce con i genitori a Roma, abita a Monteverde e frequenta il Liceo Virgilio. Come il padre, anche lui è attratto dalla poesia. Dopo la maturità si iscrive alla facoltà di lettere, vince nel 1962 il Premio Viareggio
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Bertolucci con Marlon Brando sul set dell' “Ultimo tango a Parigi” (1972), film di grande successo, segnato in Italia dalla censura.

Il primo contatto con il cinema arriva grazie a Pier Paolo Pasolini, e comincia a lavorare in “Accattone” come assistente alla regia. L'anno seguente debutta con il lungo- metraggio “La comare secca”, su soggetto e sceneggiatura del suo maestro. Nel 1964 firma “Prima della rivoluzione”, e nel '67 collabora alla sceneggiatura di “C'era una volta il West” di Sergio Leone; l'anno dopo dirige Partner, ispirato a “Il sosia” di Dostoevskij nel quale convergono le nuove esperienze culturali della contestazione.Nel '70 è la volta di “Strategia del ragno” ispirato da Borges e “Il conformista”, tratto da Moravia.

È del 1976 la sterminata saga di “Novecento”, epopea delle lotte contadine in Emilia e soprattutto nella sua Parma. “La tragedia di un uomo ridicolo” (1981), con Ugo Tognazzi, è invece un ritratto penetrante dell’Italia contemporanea. Con L'ultimo imperatore (1989), vincitore di ben nove premi Oscar tra cui quello per la miglior regia, di nove David di Donatello e quattro Nastri d'Argento in Italia, in Francia del Cèsar per il miglior film straniero, inizia una trilogia di super- produzioni d'autore, proseguita con “Il tè nel deserto” (1990) e con “Il piccolo Buddha” (1993). Nel 1996, invece, gira “Io ballo da sola”, ambientato in una villa del Chiantishire, nel 1999 il film tv L'assedio.

75ma della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia .

BERNARDO BERTOLUCCI, Leone d'oro alla carriera

A Venezia una lezione di cinema è arrivata da un maestro di cinema come Bernardo Bertolucci. Nato nel 1941 e figlio del poeta Attilio, ex allievo del Virgilio insieme al fratello più govane Giuseppe, anche lui regista.

Due i suoi grandi riferimenti cinematografici di Bernardo: Pier Paolo Pasolini e Jean-Luc Godard. "Con Pasolini ho fatto l'aiuto regista di Accattone. Avevo meno di venti anni, avevo da poco preso la maturità al Liceo Virgilio, Pasolini era mio vicino di casa a Monteverde e mi propose di fare l'aiuto regista. Io gli dissi che non l'avevo mai fatto e lui replico che neanche lui aveva fatto mai il regista".

Ma è parlando di Godard che arrivano le cose più divertenti. "Con Godard è stato grande amore. L'ho amato, odiato e imitato. Ancora oggi quando faccio un'inquadratura penso che ci sia una traccia del suo cinema. Nel 1983 - ricorda Bertolucci - lo incontrai e lui mi disse che forse ci saremmo potuti vedere a Venezia. Così quando Rondi mi propose di fare il presidente della giuria del festival gli indicai una giuria di soli registi che, guarda caso, dovevano tutti qualcosa a Godard. Così l'ultimo giorno, dopo una riunione con una giuria così composta in cui avevamo mangiato e bevuto troppo, erano addirittura usciti fuori ben sei premi per Prenom Carmen di Godard. Avevamo esagerato. Ma poi gli assicurammo solo tre-quattro premi tra cui il Leone d'oro".