Abitavamo a Trastevere, ricordi dal Virgilio anni ’70,

di Alexis Rzewski

Il Virgilio era di zona e mi sono iscritto allo sperimentale "con indirizzo scientifico informatico". In classe c'era un vero misto di studenti: ragazzi del quartiere, ragazzi che venivano dalla scuola media "La Nocetta" (anch'essa sperimentale), e altri da famiglie in politica, e arti e spettacolo. Il primo anno, 1977-78, fu caratterizzato da occupazioni e manifestazioni. Per un paio di settimane si formarono "gruppi di studio", dove gli studenti sceglievano i temi da studiare. Alcuni dei temi proposti erano sull'industria dell'energia nucleare, o sulla struttura ed organizzazione della Polizia di stato. Il preside si chiamava Cavallo, e durante quelle settimane, si sentivano i suoi messaggi imploranti che duravano a volte 30 minuti. Nella sala auditorium, fu proiettato "La Corazzata Potemkin" di Eisenstein.

Quadro "artistico" nel cortile della scuola
In gita alle cascate di Nerola

Una cosa nuova per la scuola era la mensa. Siccome avevamo lezioni il pomeriggio fino alle ore 16, la scuola preparò una sala da usare come mensa. Era nella prima sala a sinistra entrando dal portone di Via Giulia. Uno dei bidelli riscaldava pasti precotti in contenitori di alluminio, "gnocchi alla romana", e "saltimbocca". I buoni pasto costavano mille lire. In quei primi anni del Ginnasio, con i ragazzi abbiamo esplorato con lampadine tascabili, i cunicoli che seguono, sottosuolo, il perimetro del cortile interno.
Nel corso di informatica usavamo un micro-processore Olivetti con una stampante e tastiera integrata come interfaccia, e scrivevamo il codice in un linguaggio dell'Assembler. Il laboratorio di informatica era al piano terra. Ogni tanto ci furono "lezioni" in località raggiungibili a piedi,l'Orto Botanico, per esempio, all'altra parte del Tevere. Oppure, con due ore di tempo, San Luigi dei Francesi, dove la prof. Branchesi ci fece lezione su Caravaggio davanti ai veri quadri e affreschi, e non a diapositive proiettate su uno schermo. La Branchesi era munita con un sacchettino di monete da cento lire per nutrire la gettoniera che accendeva l'impianto di illuminazione per la durata di due minuti. Su quest'ultima "lezione", al tempo non ci feci molto caso, ma anni dopo, mi sono reso conto del valore straordinario di quelle due ore.

Per il corso di informatica, bisognava visitare dei centri con elaboratori elettronici. Uno degli studenti in classe aveva il padre che lavorava all'ESA (European Space Agency) vicino Frascati, e dunque ci e' stato facile visitarlo con una guida. Un'altra visita fu al centro dati che amministravano le schede elettorali, vicino al Circo Massimo. Con il professore di fisica, facemmo una gita ad una centrale elettrica vicino Civitavecchia. Era un professore molto polemico, che sosteneva che una scelta nel campo scientifico, c'era anche una scelta politica, come per esempio, quella di scegliere la nafta con alto contenuto di solfuri per la centrale, anche se piùinquinante, ma che costava di meno. Su quel professore, sentivo dire dalle ragazze: "io non ho mai capito niente di fisica, ma con lui è l'unica volta che ho capito qualcosa".

 

Nel biennio del ginnasio, il nostro professore di Educazione Fisica era Gaetano Moggio. Ci insegnò tecniche yoga, training autogeno, ed esercizi di flessione e rilassamento. Tornòda una visita in California e ci raccontò di come li c'erano tutte delle tecniche nuove. Lo incontrai una volta nel quartiere, ed in mano aveva una decina di volumi di Siddharta, di Herman Hesse, e me ne regalò una copia. Durante il triennio del liceo, abbiamo avuto il prof. Giancarlo Lehner per Lettere. Durante i primi due anni, ci diede da leggere testi non-tradizionali, come un trattato di economia scritta dal economista marxista Ernest Mandel, o testi di Freud. Il libro di testo da base era "Tesi Antitesi". Ma all'ultimo anno, dopo una pessima esperienza come membro interno ad una commissione di esami di maturità , cambiò rotta e all'ultimo anno seguì un curriculum più tradizionale. Per la maturità, i studenti erano invitati a presentare una "tesina", possibilmente su un tema interdisciplinare.

Pronti per la foto nella posa preferita dagli studenti di ogni generazione

Pic nic a Castelfusano per i 100 giorni

La mia era sulla fisica delle particelle elementari, e implicazioni filosofiche. La prof Lucia Terranova mi prestò dei libri, alcuni introvabili oggigiorno, testi tradotti dal russo e stampati da Editori Riuniti. In quei mesi prima della maturità, ci fu un divertente scambio di battute tra il professore di greco e latino prof. Marino e uno studente, dove lo studente disse che voleva prendere sessanta. "Il sessanta lo prendi a Piazza Sonnino", in referenza all'autobus di linea 60 che faceva capolinea appunto a Piazza Sonnino. Dopo le risate collettive, "Vabbè', m'accontenterò di un 56", rispose lo studente, senza accorgersi però che allo stesso capolinea, c'era anche la linea 56. "Anche quello lo prendi a Piazza Sonnino", rispose Marino.

Le foto in bianco e nero in cortile e nelle aule della scuola erano improvvisate, in momenti di pausa, o l'ora di pranzo. Le foto al Museo di Arte Moderna a Valle Giulia sono state fatte durante una gita organizzata dalla prof. Branchesi.

Le foto alla spiaggia di Ostia erano durante la "Giornata dei Cento Giorni", a 100 giorni prima dell'Esame di Maturità. Le foto a colori più recenti sono su alcuni ex-alunni che ho incontrato negli anni successivi.

Risiedo negli USA da più di venti anni. Professionalmente, sono nel settore informatico. Sposato con una romana, abbiamo due figli, con cui annualmente torniamo a fare visita.

WebMaster: G.P.