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         Sutri e Caprarola sulla Via Francigena

L'ingresso della Madonna del Parto

La Via Francigena
Portava da Canterbury a Roma ed è stata percorsa per secoli da milioni di pellegrini in viaggio per Roma. La Via Francigena attesta l'importanza del pellegrinaggio in epoca medievale: doveva compiersi prevalentemente a piedi (per penitenza) con un percorso di 20-25 chilometri al giorno. Il pellegrino non viaggiava isolato ma in gruppo: la Via Francigena divenne quindi l’asse lungo il quale eserciti, mercanti e pellegrini si spostavano dal Nord Europa a Roma.
La Madonna del Parto ha una storia molto antica: tomba etrusca, poi mitreo romano e quindi chiesa cristiana. Nell'affresco medievale sono raffigurati i pellegrini in marcia.

Sutri, antica città ricca di storia


L’anfiteatro romano, completamente scavato nel tufo
Di origine etrusca, colonia latina nel 383 a.C., fu un centro rurale e nel medioevo divenne punto strategico sulla via Cassia. Contesa tra Longobardi e Bizantini, fu occupata dai Longobardi nel 568 e da loro donata al pontefice Gregorio Il nel 728. Ritenuta all'origine del dominio temporale della Chiesa, il Patrimonio di S. Pietro, che costituì la base del potere pontificio. La città era tappa obbligata degli imperatori, di vescovi e monaci. Sede del concilio del 1046 e del 1059, nel 1111 Sutri è sede di un incontro tra l’imperatore, Enrico V e il papa Pasquale II per porre le basi di un accordo provvisorio sulla lotta per le investiture, noto come "Iuramentum sutrinum".
L'antipapa Gregorio VIII fece di Sutri la propria roccaforte (1120) per resistere al papa Callisto II. La città, assediata dall'esercito pontificio, pose fine al conflitto consegnando Gregorio a Roma.

Nel 1146 durante la ribellione esplosa a Roma contro il papato, Sutri divenne rifugio del papa Eugenio III; Nel 1155 ebbe luogo a Sutri l'incontro tra Adriano IV e Federico Barbarossa, ricordato da storici e cronisti. Nel corso del XIII e XIV secolo Sutri fu ripetutamente saccheggiata da continue scorrerie per le lotte tra le varie famiglie feudali del Lazio, che culminarono nel 1433 con la distruzione del borgo per mano di Nicolò Fortebraccio. Alla decadenza contribuì lo spostamento dei traffici sulla via Cimina, divenuta la nuova linea di transito a scapito della via Cassia.

Da visitare l’anfiteatro romano, completamente scavato nel tufo della collina con un orientamento Nord-Sud. L’asse maggiore è di m. 49 e quello minore di m. 40. Privo all’esterno di una precisa sagoma architettonica, all’interno mostra gradinate, corridoi di accesso e porte di ingresso.Venne costruito con tecnica e maestranze etrusche tra la fine del I sec. a.C. e l’inizio del successivo. Poco distante da esso, una tomba etrusca, trasformata dai romani in Mitreo e divenuta successivamente una suggestiva chiesa cristiana ipogea dedicata alla Madonna del Parto con interessanti pitture medievali. Notevoli quelle che descrivono i pellegrini della Via Francigena.

Il palazzo Farnese di Caprarola

Il Cardinale Alessandro Farnese, futuro Papa Paolo III, ottenne nel 1504 il Vicariato di Caprarola per consolidare i feudi della famiglia Farnese nel viterbese: la città doveva svolgere le funzioni di caposaldo per la sua posizione strategica, per cui nel 1520 venne affidato ad Antonio da Sangallo la costruzione di un castello a pianta pentagonale, con cinque bastioni angolari difensivi ed un fossato di difesa, con funzione di fortezza: l ’ architetto, esperto in architettura militare, aveva già collaborato nella costruzione di Palazzo Farnese a Roma.

Nel 1534 Alessandro Farnese diventa papa col nome di Paolo III e l’incarico dei lavori fu affidato al Vignola che apportò evidenti cambiamenti al progetto del Sangallo e la fortezza venne trasformata in residenza: erano cambiate le esigenze dei Farnese, ora all’apice della potenza. Il palazzo fu completato nel 1575 e numerosi pittori ed artisti lavorarono nell'arco di un ventennio alla realizzazione del ciclo iconografico, Federico e Taddeo Zuccari, e tanti altri.

I Giardini, ne fanno un esempio di villa cinquecentesca in cui il giardino è la prosecuzione della residenza e completa l'asse formato dalla piazza e dal palazzo.


Palazzo Farnese ha una struttura pentagonale ed è circondato
da ampi giardini all'italiana.