Circeo, un parco assediato.
L’antica Selva di Terracina
Le coste tirreniche dell'Italia centrale formavano quasi una sola grande palude, e quasi tutte, nel corso dei secoli, sono state bonificate per ricavarne terreni agricoli. Le paludi pontine, con i loro 30.000 ettari, erano le più grandi di tutte. I racconti dei viaggiatori le ricordano coperte da una selva impenetrabile, composta di querce secolari e colossali, allagata per buona parte dell'anno e quasi disabitata a causa della malaria. Un luogo selvaggio, dunque, eppure affascinante, frequentato durante l'inverno dai cacciatori per l'abbondanza di cervi, cinghiali, caprioli, lontre, volpi, martore, puzzole.
La distruzione di questa grande foresta di pianura, l'ultima d'Italia e d'Europa, è cominciata nel 1920: in quattordici anni vennero distrutti 21.000 ettari di bosco e di macchia, scavati 2665 chilometri di canali collettori e 15.000 chilometri di canali per l'acqua, costruiti 1562 chilometri di strade e fondata la città di Sabaudia.
Una biodiversità unica in Italia
Da questa rovina vennero salvati solo 3260 ettari dell'antica selva, che con il promontorio del Circeo, il lago di Paola e un piccolo tratto di duna costiera, nel 1934 costituirono il parco del Circeo, il terzo parco nazionale italiano dopo il Gran Paradiso e quello d'Abruzzo.
Il Parco del Circeo è nato per tutelare non una singola specie ma un ricco insieme di biomi (associazioni di piante ed animali coesistenti determinata ed influenzata da fattori ambientali) caratteristici di una estrema ricchezza di biodiversità.
Nel 1975 furono inclusi nel parco i tre laghi costieri di Monaci, Caprolace e Fogliano, e nel 1979 l’isola di Zannone.

Un gruppo di studenti nel bosco allagato
La foresta
Inclusa nel 1977 nella rete delle Riserve della Biosfera dell’ UNESCO, è l'unico esempio in Italia di foresta di pianura con vegetazione naturale dominata dalle querce; ancora oggi, nonostante la bonifica idraulica, presenta ampie aree, denominate "piscine", stagionalmente inondate dalle acque piovane.

Il promontorio del Circeo
Alto 541 mt, ospita nel versante interno, detto "quarto freddo", una foresta termofila, mentre nel "quarto caldo", esposto a sud e posto a ridosso del mare, le condizioni ambientali più "estreme" determinano una vegetazione mediterranea meno rigogliosa, gariga, bassa ed alta macchia. La presenza più interessante è quella della palma nana e, per la fauna, di alcune coppie di falco pellegrino che nidificano sulle pareti più scoscese.
Sul promontorio, a 2,5 km da San felice, sono ancora visibili i resti di antiche mura poligonali, con due cortine di blocchi ben squadrati verso l'esterno.
Numerose le grotte, in cui sono stati rinvenuti reperti di rilevante interesse preistorico: in una di esse nel 1939 il paleontologo Alberto Carlo Blanc rinvenne il teschio di un uomo neanderthaliano vissuto circa 50 mila anni fa, quando il Monte Circeo era ancora un’isola.
La duna
Lungo la costa, dal promontorio per circa 25 Km a nord verso Latina, si sviluppa la Duna costiera, un ambiente delicato costituito da una successione di rilievi sabbiosi larghi in media di 250 mt; anche in questo caso si distinguono un versante lato mare ed un versante interno, protetto dalla salsedine, con macchia mediterranea.
I laghi costieri
Parallelamente alla duna si sviluppano in successione quattro Laghi Costieri (Lago di Paola o di Sabaudia, di Caprolace, dei Monaci e di Fogliano) e zone umide, tutti protetti dalla Convenzione di Ramsar ( 1971): le lagune salmastre e le aree stagionalmente allagate offrono infatti un ambiente ideale per la sosta, lo svernamento o la nidificazione di numerose specie di uccelli migratori. Tra gli uccelli più numerosi troviamo i cormorani, le folaghe e varie specie di anatre. Segnalate spesso le cicogne bianche e nere, i mignattai, le spatole, le volpoche, i falchi pescatori. In inverno si possono avvistare anche oche selvatiche, gru, cavalieri d'Italia e fenicotteri.
L’isola di Zannone
L'Isola di Zannone, 100 Ha circa, nel Parco del Circeo dal 1979, fa parte delle isole pontine (Ponza, Gavi, Palmarola Ventotene e Santo Stefano); presenta, oltre ad interessanti endemismi floristici e faunistici, una copertura vegetale mediterranea ben conservata anche per la limitata presenza dell’uomo e costituisce una base per gli uccelli migratori.
Sabaudia
I lavori di bonifica della selva di Terracina cominciano nel 1929; nasce così l'Agro Pontino e il responsabile dei lavori è Valentino Orsolini Cancelli, commissario dell'Opera Nazionale Combattenti (ONC).
Sabaudia, costruita su progetto degli architetti Gino Cancelotti, Eugenio Montuori, Luigi Piccinato, Alfredo Scalpelli, considerata un modello dell’architettura “razionalista”, viene inaugurata nel 1934. L'OCN, negli stessi anni realizza 3.040 poderi, quasi tutti assegnati a famiglie contadine del Veneto, cui vanno sommati 573 poderi realizzati da privati. Oggi ha circa 20.000 abitanti. San Felice Circeo
Sul promontorio del Circeo, in tempi antichi un’isola, abitato da millenni, la tradizione vuole localizzata la leggenda della Maga Circe. Hanno lasciato tracce della loro presenza i Volsci, cui probabilmente vanno attribuite le mura megalitiche sull'Acropoli. In epoca romana diventa importante luogo di villeggiatura in età imperiale, come testimoniano numerose ville, attribuite a Lucullo, Nerone, Domiziano. I romani collegano il Lago di Paola al mare con un canale ancora esistente. Gran parte del territorio del comune di San Felice, che oggi ha circa 8.000 abitanti, rientra nel Parco Nazionale del Circeo.
Il Circeo, un parco assediato
Dal monte Circeo si può ammirare una costa spettacolare, ma anche capire i problemi di un piccolo parco nazionale stretto da due metropoli, Roma e Napoli; a cento km dal Circeo, a un’ora di macchina, vivono più di otto milioni di persone, in una delle aree più affollate d’Italia. Alle porte del parco c’è Latina, una città in forte crescita demografica ed industriale, e i suoi casermoni incombono fin sull’area protetta.
Una strada litoranea copre di asfalto la duna e nei mesi estivi i bagnanti arrivano a decine di migliaia con le loro auto lasciando tonnellate di rifiuti.
Cento ville hanno deturpato negli anni ’60 la duna di Sabaudia ed una colata di cemento ha invaso la “Baia d’Argento”, la foresta più antica del parco. Le ville coprono buona parte del promontorio nel “quarto caldo”.
Sabaudia, ormai una vera e propria città dentro il parco, si espande ogni anno e il rapporto dei “locali” con il parco non è buono: la gente va di rado nella foresta, solo in autunno per raccogliere i funghi; le serre per uso agricolo coprono grandi estensioni di terreno, l’uso intensivo di concimi chimici inquina le acque dei canali e dei laghi. Oggi più che mai il parco viene visto solo come un ostacolo allo “sviluppo” e l’assalto edilizio lo assedia da tutti i lati.
Il lago Paola sta diventando un porto turistico.
Le minacce si fanno più gravi
Il parco nazionale del Circeo rischia di essere definitivamente sepolto dal cemento: i piani dell'ex ministro Matteoli recepiscono le richieste dei comuni di Sabaudia e San Felice sulla revisione dei vincoli del parco che prevedono l'esclusione di 1.050 ettari dall'area protetta, di cui 300 sul lago di Paola e 750 relativi a terreni, e un incremento di 150 ettari delle zone edificabili.Si avrebbe una riduzione di 1.200 ettari di parco, complici le politiche ambientali della regione Lazio e gli interessi economici di comuni e privati che si trovano nel territorio protetto.
La chiusa a tre porte costruita verso il 1721 per regolare le acque del lago.
Sulla lapide che era murata sul ponte diceva: "A Innocenzo XII perchè, essendo stato da lui
ripristinato il collegamento tra il Mar Tirreno e il lago Circeo, sotto la direzione di Carlo Collicola, prefetto dell'erario e della Marina, ha provveduto
al mercato del pesce in Roma, alle entrate del fisco e alla pubblica utilità nel I anno del suo pontificato."
La situazione del canale dopo lo smantellamento della chiusa.
La destra spadroneggia negli enti locali
Nella situazione politica attuale, che vede il centro – destra alla provincia di Latina e nei due comuni, si stanno realizzando inoltre vecchi progetti per trasformare il lago di Paola - zona umida di interesse internazionale- in un albergo galleggiante. I due comuni, Sabaudia e San Felice Circeo, con la complicità delle varie amministrazioni e il silenzio dello stesso parco, stanno realizzando illegalmente un porticciolo per la nautica nel lago Paola, senza tenere conto delle norme esistenti. Nel 2003 degli sconosciuti hanno smantellato e fatto sparire la chiusa settecentesca del canale romano del lago Paola, nonché provocato gravi danni agli argini, sbancato con le ruspe la duna retrostante contro ogni norma di tutela ambientale, e senza incappare in alcuna sanzione. Speriamo che la nuova amministrazione regionale metta mano a tutti i problemi del parco.
Buoni affari in vista
Il comune di Sabaudia, ha costituito nel novembre 2004 una società a capitale misto per la trasformazione urbanistica del bacino lacustre, delle rive e delle aree limitrofe. Secondo il piano imprenditoriale il bacino lacustre dovrebbe essere invaso da 200 house boat. Poi, sotto Torre Paola, dovrebbero arrivare anche un grande porto turistico, con hangar, rimessaggio per le barche, acqua scooter, bar, ristoranti.
Il sindaco Salvatore Schintu (An), racconta la vicenda in altro modo. «Il parco - ha detto più volte - non è un gioiello da tenere in cassaforte, ma una realtà da vivere». Sulla stessa linea il commissario del parco, Salvatore Bellassai di An, già sindaco di Sabaudia, anche se esistono differenze tra i due.
Con la nuova legge sulla pianificazione territoriale approvata dalla giunta Storace a fine 2004, la prospettiva della colata speculativa di cemento è quanto mai vicina. Gli articoli 3, 4 e 5 della normativa, infatti, consentono la sanatoria di nuclei abusivi e la costruzione di nuovi edifici sulle rive dei mari, dei laghi e dei fiumi.
Indiani in processione a Sabaudia.
Migliaia di lavoratori provenienti dall’India, e da altri paesi- forniscono manodopera a basso costo per l’agricoltura pontina. I carabinieri scoprono spesso immigrati vittime del fenomeno del "caporalato",: senza contributi e senza assistenza sanitaria: a Sabaudia la comunità indiana è molto numerosa e costituisce ormai una presenza economica e culturale rilevante.
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