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diretto da Patrizia Bonelli- patbonelli@katamail.com
Marettimo, la più verde delle Egadi
Marettimo fa parte dell'arcipelago delle Egadi, che comprende anche le isole di Favignana e Levanzo, |
Le Egadi sono isole calcaree, con falesie, coste aspre e frastagliate immerse in un mare blu intenso, dove le praterie di Posidonia oceanica occupano gran parte dei fondali.
L'ambiente terrestre delle isole si è conservato abbastanza integro nella maggior parte dl territorio, soprattutto a Marettimo, che ospita una flora e una fauna di grande interesse. Qui si possono osservare le fioriture gialle del senecio, i candidi e profumati iberis. Tra gli uccelli rilevante la colonia degli uccelli delle tempeste (Hydrobates pelagicus), con 1000 coppie nidificanti sull'isola, su una popolazione globale italiana di 2000- 2500 coppie. La presenza più preziosa sarebbe quella dell'aquila del Bonelli, nidificante o comunque presente sull'isola, che trova nelle abbondanti popolazioni di conigli selvatici la preda principale. |
Piccole isole fuori stagione
Marettimo è lontana dalle solite rotte del turismo balneare: dopo un’ora di aliscafo da Trapani con soste a Favignana e a Levanzo – sono tre le isole del piccolo arcipelago delle Egadi - si sbarca al porto nuovo. Il paese con le sue casette bianchesi affaccia tutto sul mare e non c’è traccia di grandi alberghi o di quartieri di villette.Alte falesie calcaree dominano il paesaggio e i boschi di pino d’Aleppo danno un’idea di natura incontaminata.
La visita al paese è rapida: due stradine su cui si aprono le viuzze laterali; le case abitate sono poche, gli abitanti stabili di Marettimo non sono più di duecento. A fianco del porto dei traghetti c’è il porticciolo dei pescatori, il porto vecchio, dove la mattina arrivano le barche con il loro carico di pesce. Lo scenario è da fiaba,e a nord il piccolo golfo è chiuso da Punta Troia, uno scoglioproteso sul mare,con in cima le rovine “gotiche” del forte costruito dagli spagnoli nel 17° secolo. I turisti di questo scorcio d’ottobre sono diversi da quelli agostani: sono muniti di scarponi, zaino, macchine fotografiche. Chi va a Marettimo fuori stagione ama non solo il mare, ma conosce il gusto di salire sui sentieri che salgono verso la montagna, di vivere la natura. Gli isolani si sono resi conto che gli escursionisti possono essere una risorsa che allunga la stagione oltre quella balnearee così hanno potenziato i vecchi sentieri che portano in montagna; oggi questi sentieri si presentano ampi, ben lastricati, in parte all’ombra dei pini ed invitano anche i più pigri a muovere le gambe.
Il ristorante Al Carrubo di Nadia e Vito

Nadia Aliotti e Vito Vaccaro e sono una presenza amica a Marettimo, non si occupano solo di tradizioni gastronomiche, ma anche culturali. Inoltre Vito è da sempre impegnato nella difesa dell'isola e dell'ambiente. |
La cucina é quella tipica siciliana e "marettimara" in particolare ha per protagonisti il meglio del pescato locale e gli aromi di cui quest'isola é ricca. Segnaliamo la pasta con spada, melanzane e menta, al Carrubo (una variante del pesto trapanese), il cous cous tradizionale con brodo di pesce, pasta con l'aragosta in brodo.
La zuppa di pesce é preparata con le antiche ricette locali, ad esempio "a matalotta". Il locale é anche pizzeria e spiccano le pizze tradizionali trapanesi.
Per chiudere degnamente il pasto, cassatelle fritte, cassata siciliana, cannoli, dolcini di mandorla accompagnati con passito, zibibbo o con l'antico rosolio fatto con essenza di carrube. La cantina propone vini trapanesi. |
Il sentiero più frequentato porta in quaranta minuti dal paese alle “Case romane”, un presidio militare del 1° secolo a.C., dell’epoca delle guerre di Pompeo contro i pirati che infestavano il Mediterraneo. L’insediamento, frequentato anche in epoche precedenti, situato vicino una sorgente perenne di ottima acqua potabile, è stato riutilizzato e abbandonato molte volte nel corso dei secoli: oltre alle rovine in opus reticulatum dei romani ci sono i resti di numerosi edifici, tra cui quelli ancora ben conservati di una chiesetta bizantina. Dalle case romane il sentiero prosegue per Monte Falcone, alto quasi 700 m, o per il “semaforo”, un osservatorio militare della seconda guerra mondiale, sui 500 metri s.l.m.
Queste due sommità dell’isola rappresentano degli ottimi punti di osservazione; in primavera e in autunno, sono frequentate da ornitologi e birdwatchers perché rappresentano un punto privilegiato per studiare le migrazioni dei rapaci che a primavera arrivano dall’Africa e all’inizio dell’autunno vi fanno ritorno. In questa zona è facile imbattersi in qualche coniglio selvatico, animale molto diffuso sull’isola e cacciato senza tregua. Dal Semaforo si prosegue per sentieri immersi nel verde fino al faro di Punta Libeccio e poi si rientra direttamente in paese.
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L'uccello delle tempeste (Hydrobates pelagicus)
Scheda da Bruno Massa

Trascorre tutto l'inverno in alto mare, dove si nutre di plancton, piccoli pesci, molluschi e crostacei, che preda in genere senza posarsi. Inizia a frequentare i siti riproduttivi dal mese di aprile, trascorrendo la notte a terra e consolidando il rapporto col partner; le coppie più precoci iniziano a deporre l'unico uovo in maggio, le più tardive alla fine di luglio. Gli involi hanno luogo dalle metà di agosto alla fine di ottobre. Alcune coppie nidificano all'interno di grotte marine, una vicina all'altra. A Marettimo l'uccello delle tempeste è tutelato con l'istituzione della riserva naturale e del SIC, sito di importanza comunitaria.
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Pino d’Aleppo
Specie eliofila, xerofila e termofila, a Marittimo è diffuso in tutta l’isola in grandi pinete, grazie ai rimboschimenti operati nei decenni passati. Non particolarmente longeva, la pianta vive al massimo 250 anni; è una specie a rapido accrescimento, in grado di ricostituire in tempi brevi il manto arboreo in caso di incendio. Alto 15-20 metri e con diametro fino ad 1,20 metri, dotato di notevole capacità penetrativa nelle rocce, è poco esigente nei confronti del terreno. La pianta è diffusa nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e in Italia cresce lungo le coste.
Fioriture di senecio
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