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L’estremo nord- est del Mediterraneo,
di Patrizia Bonelli
In viaggio verso Trieste, la Croazia e le sue innumerevoli isole. La strada già riserva paesaggi sorprendenti; ci fermiamo in una delle lagune della foce del Po e dalla torre di osservazione ammiriamo la ricca varietà di uccelli ed anatre. Poi arriviamo a Trieste lungo il mare oltrepassato il castello di Duino e quello del Miramare.

Trieste esercita una forte attrazione forse perché è la porta verso l’oriente slavo e lo sbocco sul mare della mittleuropa austro- ungarica, ma soprattutto perché si snoda e vive sul mare.

Il porto canale di Trieste
L’assetto urbano di Maria Teresa d’Austria si impone prepotente alle rive e sul gran canale, scenografia illuminista dominata dalla chiesa neoclassica di Sant’Antonio; a destra si stagliano alte le piccole guglie e le cupole delle chiese ortodosse di San Spiridione e di San Nicola. Si snoda di là la città squadrata, razionale e moderna dei commerci, della finanza, delle Assicurazione Generali.In alto sulla rocca , l’acropoli con i segni e le vestigia del susseguirsi delle diverse epoche: il basamento dei tempi e delle basiliche romane, San Giusto, che riunisce in un’abside del 900 inoltrato due chiese antiche di cui una squisitamente bizantina; ancora più in alto, il castello. La scalinata dei giganti che dalla rocca scende a piazza Goldoni è monumentale e inquietante per le sue dimensioni.

Da Trieste è facile arrivare in luoghi molto diversi, c’è chi sceglie Tarvisio le lagune come La Cona, c’è chi ama il mare e vuole seguirlo lungo le rivefino a Muggia e molto più in là verso le isole istriane. Così lasciamo la macchina ai montanari lagunari e con l’autobus di linea arriviamo ad Abbazia, attraversando i due confini di Slovenia e Croazia. Da Opatija un altro auto di linea ci porta a Lossinj. Il viaggio è piacevole: poco più avanti a Brestova ci imbarchiamo per Cherso e sbarchiamo dopo mezz’ora a Porozine.

Riprendiamo il viaggio in pulman, la strada percorre la parte alta , quasi montuosa, dell’isola dove nidificano i grifoni, se ne possono osservare infatti roteare alti nel cielo, oltrepassiamo, là in basso, Cherso, la capitale, che è un porto e dà il nome all’isola. Viaggiamo a strapiombo sui due mari, da una parte l’Istria, dall’altra l’isola di Veglia (Kerk) fino allo stretto canale che unisce Cherso e Lussino ad Ossero e ne fa un unico lembo di terra che taglia verticalmente il Quarnero e ne costituisce il cuore.

Arriviamo nel pomeriggio inoltrato ma la luce accecante di inizio agosto è ombreggiata da bagolari, mandorli, palme, araci, limoni, buganvillee e agavi.

Dopo molti anni Lussino non sembra cambiata al primo sguardo. Le agenzie si trovano sempre allo stesso posto, chiediamo una stanza e ci mandano poco distante, sul versante di Rowenska, da Lucia. La stanza è pessima ma è anche l’ultima disponibile dato il periodo. Ci accontentiamo perché si tratta di pochi giorni e vogliamo ritrovare l’atmosfera e i luoghi che avevano colpito la nostra immaginazione nonostante fosse il periodo di Tujimane a ridosso della guerra.

Allora una signora di una certa età sull’uscio di casa aveva così sintetizzato la storia dell’isola
“ Sono nata sotto l’impero austro ungarico, quando c’era ancora Francesco Giuseppe, poi sono diventata italiana e più tardi jugoslava. Adesso siamo in Croazia e chissà che non risiano ulteriori cambiamenti, ma mi ho sempre parlà venezian”.
Le suggestioni sono molte da quelle del mito che vorrebbe quelle isole formate dai pezzi del corpo di Apsirte, fratello di Medea, ucciso mentre inseguiva la sorella, Giasone e gli Argonauti in fuga dopo aver rubato il Vello d’oro.


Lussingrande è costellata di grandi ville immerse in giardini lussureggianti, erano strutture sociali: colonie estive, soggiorni per particolari categorie di lavoratori, di statali, di anziani; dall’altra parte del porto ancora è in funzione quella dei sindacati. Sono molte e alcune troppo antiche per esserestate costruite al tempodella Jugoslavia, probabilmente risalgonoall’ impero austro-ungarico. Quasi tutte sono chiuse e in rovina dopo che sono state utilizzate nel periodo della guerra per ospitare i profughi. Sono in attesa di essere riutilizzate in grosse speculazioni edilizie non appena saranno risolti i problemi legali legati alla proprietà, prima privata – magari italiana- poi statalejugoslava. Questa questione giuridica irrisolta costituisce uno degli ostacoli all’ingresso della Croazia nell’UE. E d’altra parte gli italiani non possono da soli acquistare una proprietà immobiliare su quelle isole.

Panorama di Lussingrande con la chiesa situata all'ingresso del paese

Hans, ospite con la moglie due bambini da Lucia, viene da Berlino Est, capisce che parliamo di queste strutture e ci racconta che dabambino ha soggiornato in colonia estiva in una delle più belle, trentacinque anni fa quando, nell’economia integrata dei paesi del Patto di Varsavia, l’allora DDR mandava i bambini al mare a Lussino.  

  • Il porto di Lussino è piacevolissimo, lungo e stretto con la chiesa di Sant’Antonio che domina a destra e più avanti il piccolo cimitero sul mare. Dall’altra parte, a sinistra sul promontorio alto e proteso sul mare l’hotel Punta con tutte le strutture sportive ed servizi ultramoderni. Costeggiando dal cimitero lungo l’insenatura seguente si incontrano vecchie strutture balneari, piccoli approdi di cemento per facilitare la discesa nell’acqua del mare. I capanni e le toilettes di un tempo sono in stato di abbandono. Anche per questo lembo di costa siaspetta forsedi risolvere la questione della legittimità della proprietà per poter realizzare una bella speculazione edilizia. Poco più avanti si apre l’insenatura profonda del porticciolo di pescatori di Rowenska, affollato di barche e di ristoranti, oltre la quale c’è una bella spiaggia con un ristorante di stile socialista reale ed un lungo molo frangiflutti. Di là sempre costeggiando la pista ciclabile si incontrano una teoria di insenature oltre a due piccole spiagge. Dovunque il pino marittimo ombreggia tutta la costa di scoglio, a tratti alta e ripida, in molti parti bassa e levigata. Il mare trasparente dai fondali più chiari dove c’è sabbia o scoglio o più scuri per la le distese di Poseidonia, nasconde sempre abissi inquietanti.
  • Da uno di quegli scogli eletto a nostro personale trampolino molto tempo fa conmio figlio ragazzetto facevamo centinaia di tuffi e nuotavamo per ore, fino a quando stanchi, facevamo colazione sugli scogli e giocavamo a carte.
  • Gruppi di nudisti si scelgono da sempre angoli appartati per godersi senza nessuna remora quest’angolo di paradiso. 
  • E poi c’è Lussinpiccolo, su un fiordo di mare profondo e chiuso da due isolotti. Cycat, la più importante delle insenature, coperta da una fitta vegetazione che nasconde ville di grande pregio, ognuna con il suo imbarcadero, come pietre preziose incastonate fra il mare e la pineta. Qui, nel clima mite dell’estremo nord est del paesaggio mediterraneo, amava soggiornare, anche d’inverno, l’aristocrazia e l’alta borghesia veneta e austro ungarica.

I gabbiani sul battello che fa il giro dell'isola