www.mediterranei.eu diretto da Patrizia Bonelli- patbonelli@katamail.com Sabaudia: no allo scempio del canale romano "Legambiente si oppone all’ampliamento del canale romano sul lago del Comune di Sabaudia, che il Comune vorrebbe ampliare in modo da permettere l’uscita delle imbarcazioni dei cantieri nautici che operano sulle sue sponde. Ecco l’elenco delle opere già approvate dal Comune: la demolizione delle chiuse e del ponte esistenti lungo il canale, la costruzione di un ponte levatoio, il dragaggio del canale per assicurare una profondità di due metri, la demolizione di un frangiflutti di epoca romana. Si tratta di interventi che provocheranno il crollo delle sponde romane e altereranno irreversibilmente la salinità del lago, modificandone per sempre l’ecosistema. Senza più protezioni, infatti, il mare entrerebbe con forza nel canale, facendo danni sulle opere di epoca romana e sull’habitat naturale. E’ necessario che tutte le istituzioni coinvolte, e in particolare l’Ente Parco nazionale del Circeo, impediscano questo stravolgimento territoriale, che non ha nulla a che fare con le esigenze di uno sviluppo equilibrato e sostenibile dell’area. Noi di Legambiente, in ogni caso, vigileremo per fermare questo intervento. Peraltro già alcune opere nel lago sono state sequestrate per irregolarità da parte della Procura di Latina. Prima di dare il via a nuovi interventi sarebbe sicuramente necessario attendere gli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria. Il litorale di Torre Paola e il lago sono una ricchezza ambientale e una risorsa turistica molto importante. Devastarli sarebbe solo un favore a pochi interessi speculativi."
La Regione e l’Ente Parco sono cauti e vogliono accertare se l’eventuale demolizione del "ponte della cateratta", che dovrebbe consentire, alle grandi imbarcazioni di prendere il mare, sia legittima sia dal punto di vista ambientale che del diritto privato. Nonostante una recente sentenza della terza sezione penale della Corte di Cassazione sancisca la natura demaniale del lago di Paola, la famiglia Scalfati continua a rivendicare la proprietà del bacino lacustre e delle strutture ad esso pertinenti. Inoltre sulla chiusa che dovrebbe essere demolita grava un provvedimento di sequestro deciso diversi mesi fa dalla Procura di Latina. Chi sta invece cercando di fare tutto il possibile per consentire all’industriale Rizzardi, proprietario dei cantieri navali, di varare via mare il primo dei cinque panfili ordinatigli da un armatore greco, è indubbiamente il presidente della Provincia, Armando Cusani che, in sede di Conferenza dei servizi, si è detto pronto a farsi carico delle spese per la demolizione del "ponte della cateratta" e la sua sostituzione con una chiusa più moderna e mobile. |