Genova, 16-17 aprile 2007 Si è tenuta a Genova il primo incontro internazionale della Task Force italiana sull'Educazione al consumo sostenibile. Il tema "consumo e produzione sostenibili", discusso dal "Processo di Marrakech" del giugno 2003 per dare seguito alle raccomandazioni del Vertice di Johannesburg , coinvolge governi, organizzazioni internazionali e società civile nello sviluppo di un "quadro decennale di programmi per sostenere attività ed iniziative volte a promuovere modelli di produzione e consumo sostenibili". Nella realizzazione di questo quadro di attività è fondamentale il lavoro delle Task Force presiedute da singoli Paesi e che si focalizzano concretamente sulle principali tematiche dell'SCP, l'eco-efficienza, acquisti verdi, uso sostenibile delle risorse naturali, etc…). Nel 2006 L'Italia ha lanciato alle Nazioni Unite una Task Force sull'Educazione al consumo sostenibile. Il legame fra l'educazione e il consumo nasce dalla volontà di considerare il cambiamento dei comportamenti del cittadino e l'acquisizione di una consapevolezza critica quali elementi fondamentali nel percorso verso nuovi modelli di produzione e consumo. L'obiettivo della Task Force è di identificare e creare le appropriate sinergie tra iniziative regionali ed internazionali e favorire lo sviluppo di attività e progetti pilota coinvolgendo, in particolare, i Paesi in via di sviluppo.
Cosa significa consumo sostenibile, Consumare in maniera sostenibile significa utilizzare equamente le ricchezze che la Terra mette a disposizione, rispettando la sua capacità di assorbire e neutralizzare le sostanze tossiche prodotte. Questo modo nuovo di pensare all'utilizzo delle risorse naturali fa la sua comparsa ufficiale già nel 1987, con il rapporto della Commissione Mondiale su Ambiente e Sviluppo, noto come Rapporto Brundtland dal nome del primo ministro norvegese Gro Harlem Brundtland che l'ha presieduta. Questo rapporto esordisce affermando che: "Esiste un chiaro legame tra i problemi ambientali e la distribuzione della ricchezza e delle povertà nel mondo", evidenziando come il modello di sviluppo fino a oggi seguito, sia il diretto responsabile della crescita incontrollata della grave situazione ambientale creatasi. Esso infatti si è basato su un costante sviluppo tecnologico e una sempre maggiore produzione. Il risultato di questo modello di sviluppo è oggi sotto i nostri occhi: le acque dei nostri fiumi e dei nostri mari sono inquinate, l'aria delle città è irrespirabile, la temperatura del globo è in aumento, i rifiuti si accumulano senza trovare una giusta via di smaltimento e le differenze tra i paesi ricchi del nord del mondo e quelli poveri del sud si sono ampliate. Oggi più del 80% della popolazione della Terra consuma meno del 20 % delle risorse del pianeta. Il consumo sostenibile al contrario si basa su un modello di sviluppo che presuppone sia una equa distribuzione delle materie prime e dell'energia da utilizzare e dei prodotti e dei servizi da esse derivanti; sia il rispetto per la Terra, per il suo ecosistema a livello locale come a livello mondiale. Con le parole del rapporto Brundtland "Un'economia sostenibile rappresenta nient'altro che un ordine sociale più alto: un ordine che si interessa delle generazioni future così come della nostra e che sia più orientato al benessere del pianeta e dei poveri, piuttosto che delle acquisizioni di breve periodo. Questo sforzo, fondamentalmente nuovo e con alcune incertezze, è molto meno rischioso che mantenere lo status quo". |