L’EA- Educazione ambientale L’ ESS ancora di più dell’EA non può essere considerata una disciplina, per semplificare diciamo che è trasversale alle materie di insegnamento e propone un modo diverso di affrontare i problemi e di assumersi responsabilità. Nel decennio dell’ESS, L’ONU e l’UNESCO raccomandano di includerla nei curricola dei livelli dei sistemi di istruzione formale in modo da rappresentare un opportunità per tutti. L’istruzione non formale e informale offre uno spazio elettivo, sperimentale e perciò particolarmente adatto all’ESS ed all’EA, anche per l’educazione degli adulti e per tutto il corso della vita, ma non è tale da poter assicurare di raggiungere tutti i giovani e rischia di essere elitario, riservato a coloro che individualmente o per scelta familiare già dimostrano sensibilità ambientale e sociale . Gli Obiettivi Specifici di Apprendimento
Il sistema di istruzione in Italia include l’ESS e EA negli OSA (obiettivi specifici di apprendimento), che, in assenza di direttive precise, è possibile rimangano scollegati dalla didattica delle discipline e nei programmi. L’ ESS e l’EA non sono discipline da aggiungere alle altre, sarebbe già un successo se fossero considerate filtri di lettura e di interpretazione; dovrebbero offrire l’occasione di un approccio diverso verso il mondo, tale da indurre maggiore consapevolezza e comportamenti e stili di vita inediti.
I linguaggi e le modalità dell’ESS L’ESS, in quanto sistema che incide sul modo di essere, ha linguaggi e modalità proprie, ancora di più dell’EA integra saperi e conoscenze non solo per interpretare ma per cambiare il mondo a partire da sé. Tra l’insegnamento delle discipline tradizionali e l’ESS c’è una differenza simile a quella fra la medicina tradizionale ultraspecialistica occidentale e quella omeopatica, da cui è stato preso in prestito l’aggettivo olistico per definire l’ESS. Adeguare il sistema di autorità su cui si basa la scuola alle nuove esigenze della sostenibilità E’ necessaria una riflessione generale su istruzione ed educazione perché il sistema, come è stato costruito e ha funzionato nel ‘900, non è più adeguato. Tutte le relazioni degli organismi soprannazionali OCSE, ONU, UNEP e UE confermano la preoccupazione sul settore dell’istruzione che tende alla crisi e alla carenza di insegnanti. La scuola attuale, soprattutto la secondaria superiore, si fonda sulla autorità delle discipline che per questo sono tenute in ambiti rigorosamente separati. Esistono poi, particolarmente vivi nella cultura italiana, i pregiudizi legati alla superiorità di ambiti letterari piuttosto che scientifici o viceversa. Dato che uno dei nodi fondamentali dell’istruzione è lo sviluppo di capacità di astrazione e di sintesi , meno importanti sono ritenute quelle di analisi, le discipline per eccellenza sono ritenute essere quelle più astratte, in particolare la matematica con risultati molto deludenti. La sfida che ci troviamo di fronte è quella di riconvertire i modi dell’insegnamento in modo che le discipline non siano finea se stesse ma offrano, a chi impara, chiavi di interpretazione, di analisi e di soluzioni di problemi concreti e reali. E’ un percorso non facile ma che è necessario incominciare a intraprendere cercando di spostare l’attenzione dai contenuti alle procedure e alle modalità. Il problema quindi non è solo quello di far rientrare l’ESS nei programmi e nei curricula di tutti i livelli della scuola, ma anche che l’approccio e i metodi integrati dell’ ESS siano recepiti, fatti propri dal sistema dell’istruzione in modo da garantire alle giovani generazioni di acquisire competenze adeguate per la cittadinanza nell’epoca della globalizzazione. Per costruire un nuovo paradigma di autorità in cui l’apprendimento si traduca subito in scelte, modi di essere e capacità di intervenire e interagire con altri, è necessario affinare e proporre tecniche di formazione e percorsi che promuovano lariflessione sul proprio insegnamento come il metodo della Ricerca Azione.
L’ESS come strategia di coinvolgimento di soggetti diversi Stakeholders |