www.mediterranei.eu
diretto da Patrizia Bonelli- patbonelli@katamail.com

I GIOVANI ITALIANI BOCCIATI IN EDUCAZIONE AMBIENTALE
Colpa della scuola e dei media, di Comieco.it.


Nel giardino di Ninfa
Italiani brava gente si diceva una volta. Ma italiani anche poco attenti ai problemi ambientali. Questo vale stranamente anche per la generazione internet, cresciuta con la possibilità di constatare in presa diretta i guasti causati in giro per il mondo da uno sviluppo poco attento al rispetto e alla salvaguardia delle risorse. Questi in sintesi i risultati principali del 1° Osservatorio Istituto Iard-Comieco che indaga sul rapporto tra giovani ed ambiente. La ricerca è avvenuta su un campione rappresentativo di 1.000 ragazzi e ragazze di età compresa tra i 15 ed i 24 anni.
La scarsa attenzione ai temi ambientali (dall’inquinamento alla raccolta differenziata) cresce in maniera esponenziale con l’evolversi del percorso scolastico: il 28% degli intervistati ha ricevuto insegnamenti di educazione ‘verde’ alle elementari, il 14% alle medie, solo il 2% al liceo, mentre all’università (con facoltà specifiche come ingegneria e scienze ambientali) si assiste ad una piccola inversione di tendenza (5%). La scuola quindi - che dovrebbe essere il luogo deputato a creare cittadini informati su questioni di interesse generale tra le quali l’ambiente rientra a pieno diritto – non fa il suo dovere. Con delle differenze: meglio alle elementari che al liceo.

Con il dott. Claudio Manco, del Settore Educazione del Parco d'Abruzzo, davanti al Casone Antonucci vicino alla Camosciara.

Il deficit informativo coinvolge anche un altro tipo di maestra, in questo caso, più che cattiva, indifferente: la televisione, ed i media in generale. All’interno del panorama televisivo è RAI 3 ad essere eletta la ‘green TV’ per eccellenza (51%); ben distaccata RAI 1 (10%) e La 7 (5%).

Alle reti Mediaset va la maglia nera: pur essendo in programmazione trasmissioni dedicate (da Mela Verde a Pianeta Mare), la percezione dei ragazzi italiani è assolutamente negativa.
Situazione disastrosa, quindi? Non del tutto. I nostri ragazzi sono consapevoli della priorità dei problemi ambientali: in una scala da 1 a 10 il punteggio maggiore (9) sulle questioni planetarie è dato dal terrorismo e dai conflitti internazionali: a seguire ci sono però inquinamento, problema energetico, cambiamento climatico. E ben ¾ degli intervistati sono persuasi che la raccolta differenziata sia un’attività rilevante rispetto alla salvaguardia dell’ambiente, con carta e cartone in posizione privilegiata.


Tra arte e natura: nella Villa dei Quintili

Lo scenario cambia se si passa dalle parole ai fatti. Ovvero: i giovani non sono disposti a fare sacrifici in nome dell’ambiente. I prodotti ecologici, ad esempio.
Pochi (16%) sono convinti di rinunciare a qualcosa in termini di qualità o prezzo, mentre ben il 60% acquista un prodotto verde solo se esso è, per lo meno, omologo a quello tradizionale.

In conclusione: giovani italiani rimandati su tutta la linea. Con la speranza che l’ecologia di maniera si traduca in una vera cultura ambientale. Mostrando, ad esempio, i vantaggi anche economici del riciclo e dell’intera filiera che apre a sbocchi professionali non trascurabili; o facendo toccare con mano, nelle aziende o in giro per le piazze italiane, l’intera filiera del riciclo di carta e cartone.