Liceo Virgilio - Roma

Crociera 1961 in Grecia e Turchia
A Troia il 25 aprile

A Troia bisogna camminare attenti e fuori del tempo: attenti perchè dopo aver "sentito" si può guardare e "vedere" la realtà vera al di là di quella pianura lucida e raccolta, "vedere" le mura , "vedere" palpitare la strada grigia in pendenza, gli ulivi, i prati freschi con erbe altissime, che, se ti stendi, ti sovrastano, alte contro il cielo.
In fondo, qui si scava in Omero. (Paola Gherardini)


Per chi ha un po' di fantasia e sa cosa sia Troia, le sue rovine sono una base ricchissima per edificarvi un proprio sogno. Io amo Troia, la sento parte integrante di me stessa, e il trovarmi qui, dove avevo sempre desiderato, mi ha profondamente turbata. Seduta sotto un albero, ho visto i candidi pepli di Elena e Andromaca. Lontano ho veduto la pianura umida popolarsi di eroi greci venuti a combattere per restituire a Menelao la sua sposa, e ho sentito un brivido per tutto il corpo. Qui si è combattuta la più celebre guerra di tutti i tempi; non si può restare indifferenti......
... Bisogna venire a Troia preparati, perchè Troia lascia abbagliati, storditi, è un sogno fatto realtà, una realtà compiuta (Elena Conte, 4° Ginnasio G)


....forse non è tanto importante cercare di comprendere la struttura dei vari strati dell'antica Troia, quanto meditare su quello che questa città rappresenta nella nostra civiltà: Omero e Virgilio, cioè, in fondo, l'essenza di noi stessi. Ora, proprio noi, studenti di una scuola romana che porta il nome di Virgilio, sediamo nel teatro romano di Troia e il nostro preside ci offre, leggendo dei versi di Omero, la più alta delle lezioni, nell'unica aula che si addica perfettamente a quella poesia. (Graziella Cafaro)