
Arriviamo a Smirne in una mattina a fondo bigio, in una luce strana che rivela dall'oblò una porzione di porto anonimo e quasi squallido (Rita Vannicelli).
...il porto di Smirne, grigio, commerciale, efficiente, non piccolo ma che dà a me l'impressione (sbagliata) che si apra su una città piccola; sa di gente che arranca, eppure dev'essere un posto abbastanza cordiale per abitarci (Paola Gherardini).
A terra ci spettano i pullman vagamente antidiluviani....
Come guida abbiamo un missionario italiano, vestito in abiti borghesi perchè sono vietate in Turchia manifestazioni esteriori, pubbliche, della propria religione..... Per le stade percorse dal pullman bambini in pigiama ci salutano dalle porte imbandierate. Tutto quel rosso che si muove nel vento mi fa pensare ad un paese in festa, una festa un po' triste come in certi nostri paesetti pieni di miseria (Maura Farina).
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