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diretto da Patrizia Bonelli- patbonelli@katamail.com

La situazione delle coste nel Mediterraneo e in Italia

Degli 8000 chilometri di costa nel nostro paese, solo poche centinaia possono considerarsi ancora integri. La nostra fascia costiera è stata violentata da impianti industriali, raffinerie e centrali termoelettriche costruite in prossimità del mare o nelle lagune. Si è trattato e ancora si tratta di un vero assalto distruttivo, e le prospettive per il futuro non sono buone: all'orizzonte si profilano il raddoppio della Costa Smeralda, la rete dei porti turistici, l'autostrada della Maremma, l'edificazione di piccole isole come Pianosa e la Maddalena. E' logico chiedersi sino a che punto procederà la distruzione delle nostre coste: ogni giorno ne perdiamo un pezzo.

Qual è lo stato di salute delle coste del Mediterraneo? Come si difendono e si valorizzano i litorali dei Paesi rivieraschi?

A questi interrogativi risponde il ''Dossier sullo stato di salute dei litorali del Mediterraneo'', presentato nelle scorse settimane in occasione dell'apertura a Roma delPark Life, il ''Salone dei parchi italiani e del bacino del Mediterraneo'', da Unep/Map, il Programma Ambiente Mediterraneo delle Nazioni Unite, in collaborazione con Legambiente e Federparchi.

Lo studio, estratto dal rapporto ''Un futuro sostenibile per il Mediterraneo'', realizzato dal Blue Plan dell'Unep/Map, analizza inoltre i flussi di milioni di abitanti e turisti che occupano la fascia costiera mediterranea e riporta precisi riferimenti al valore economico degli ecosistemi naturali costieri.

 

Due vedute dell' isola di Panarea

Le coste sono il luogo di incontro tra gli ecosistemi acquatici e terrestri, per questo condividono ed evidenziano i problemi di entrambi. Risentono inoltre di tutte le attività umane dell’interno - i corsi d’acqua convogliano il maggiore inquinamento che arriva al mare- in particolare l’agricoltura con fertilizzanti e diserbanti, l’industria con ogni sorta di sostanze chimiche, l’edilizia (causa di disboscamento eincurante della fragilità dei terreni e del loro rapporto con i corsi d’acqua) la produzione di energia (la siccità del Po alla sua foce che rompe l’equilibrio fra il fiume e il mare con infinite conseguenze sull’ecosistema).

Ogni pezzo di costa è inoltre in stretto collegamento con quello che segue e con quello che precede. La costruzione di porti o l’allargamento di quelli esistenti causa dell’erosione delle spiagge e, un molo oggi e un frangi flutti domani, cambia nel tempo la configurazione morfologica della nostra costa.

Per di più le coste del Mediterraneo, grazie a condizioni climatiche senza eguali nel mondo sono state la culla di numerose civiltà; ma negli ultimi decenni la loro storia è diventata soprattutto una storia di devastazione ambientale, soprattutto a causa del turismo di massa.