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 Corso di formazione euro-mediterraneo “TOWARDS DIALOGUE 
Exploring innovative approaches of Non Formal Education
for intercultural youth work

di Chiara Comito

Dal 22 settembre al 1 ottobre 2009 si è tenuto a Coma-Ruga, in Catalogna (Spagna), il Corso di Formazione sul Dialogo Interculturale e i Diritti Umani rivolto a operatori, educatori e giovani leader, organizzato per il quinto anno di seguito dal Consiglio Nazionale dei Giovani di Catalogna (CNJC).

Il corso, strutturato all'interno del Programma Youth in Action della Commissione Europea, ha visto la partecipazione di 17 giovani leader attivi nel campo dell'educazione all' intercultura e ai diritti umani, provenienti da diverse associazioni operanti nel settore giovanile di sei paesi che si affacciano sul Mediterraneo: Spagna, Italia, Marocco, Turchia, Israele e Giordania.

La metodologia utilizzata durante tutto il corso è stata quella della Educazione Non Formale (NFE, dall'acronimo in inglese). Per Educazione Non Formale si intende un tipo di apprendimento che ha luogo al di fuori dall'istruzione tradizionale, e che può avvenire quotidianamente nel corso della vita di ciascuno, anche a lavoro o in famiglia. La sua particolarità è che avviene su base volontaria, per cui chi impara è fortemente invogliato a proseguire la sua istruzione e a mettersi in gioco in prima persona. La NFE è specialmente disegnata sui bisogni, gli interessi e le aspirazioni dei giovani e permette loro di acquisire competenze essenziali (sono 8 le competenze chiave del Life-Long Learning che si è cercato di far raggiungere a ciascun partecipante durante tutto lo svolgimento del corso). Inoltre, questo tipo di istruzione contribuisce allo sviluppo della persona, alla sua inclusione sociale e cittadinanza attiva.

Uno degli obiettivi del corso è stato quello di analizzare a rivedere la comprensione e le “practices” dei concetti contemporanei della NFE e gli atteggiamenti e i valori sottostanti per intraprendere il dialogo interculturale. Alla fine del corso, è emerso che i valori della NFE e del dialogo interculturale sono sostanzialmente gli stessi!

Infatti, le condizioni affinché avvenga il dialogo interculturale prevedono un impegno volontario a sottomettersi ad esso, un' attitudine al rispetto più che alla tolleranza, lo sviluppo di una empatia nei confronti dell'altro e una imprescindibile apertura mentale, la capacità di trovare una lingua comune, anche se le lingue parlate sono spesso diverse. Sia la NFE sia il dialogo interculturale inoltre permettono lo svilupparsi di una coscienza critica e di un importantissimo senso di responsabilità e di solidarietà.

Tutte queste “competences” e abilità sono state tracciate nell'arco dei giorni e sono state messe in atto attraverso pratiche e metodi di educazione formale e non formale, che molto spesso sono complementari. Il corso si è avvalso quindi di seminari di presentazione delle tematiche dei diritti umani e del dialogo interculturale, inter-religioso, intergenerazionale e intergender; di lectures da parte di esponenti della società civile locale (UNESCOCAT e IEMED tra tutti), di numerosi giochi di ruolo, simulazioni, scambio di best practices nel lavoro con le associazioni giovanili, workshop, stesura di progetti di collaborazione, dibattiti, energizer, gruppi di lavoro e di apprendimento.

La meta-reflection ha svolto un ruolo fondamentale nel follow-up di ogni attività, utile per lo sviluppo di capacità di auto-analisi e auto-critica, che sono imprescindibili per chiunque voglia lavorare con i giovani nel campo dei diritti umani dell'educazione interculturale.

http://ec.europa.eu/dgs/education_culture/publ/pdf/ll-learning/keycomp_en.pdf