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Il Cairo- dicembre 2007: Assemblea annuale del MIO- ECSDE
          
             Il Comitato esecutivo del MIO- ECSDE : al centro il prof. Michael Scullos (Grecia, presidente del 
MIO- ECSDE) e il dott. Emad Adly
(Egitto, direttore di RAED, Rete Araba per la Gioventù e l'Ambiente).

Dall'assemblea annuale del Mio-Ecsde parte l'idea di creare un "circolo" di donne del Mediterraneo che voglia impegnarsi nell'educazione alla protezione dell'ambiente coinvolgendo associazioni, parlamentari, giornaliste e singole impegnate in queste tematiche, di Barbara Romagnoli, dal sito web www.aprileonline.it

I primi di dicembre al Cairo, nell'ambito dell'assemblea annuale dell'Ufficio Mediterraneo d'Informazione sull'Ambiente, la Cultura e lo Sviluppo Sostenibile (Mio-Ecsde), è stata ospitata una sessione di brainstorming sul rinforzamento del ruolo e delle capacità della donna nella promozione dello sviluppo sostenibile nel Mediterraneo.

L'idea è quella di creare un "circolo" di donne del Mediterraneo che voglia impegnarsi nell'educazione allo sviluppo sostenibile. Un luogo che diventi punto di riferimento per scambiare informazioni ma che sia al tempo stesso una "struttura leggera" che coinvolga associazioni di donne, parlamentari, giornaliste e singole impegnate in queste tematiche. All'incontro sono state invitate anche donne che lavorano nei media del Mediterraneo, proprio per esprimere un parere su come sia meglio lavorare per rafforzare un network che in parte c'è già e che in parte deve essere ampliato.

Del resto, come è stato sottolineato da alcune partecipanti, il punto di vista delle donne sulle tematiche ambientali e dello sviluppo sostenibile è necessario e indispensabile, né più eludibile. Negli ultimi anni è sempre più visibile l'impegno delle donne per difendere, proteggere e conservare l'ambiente in cui viviamo, a partire dalla difesa di beni comuni come l'acqua.

Sostenere questo lavoro e soprattutto farlo conoscere vorrebbe essere proprio uno degli obiettivi del progetto che il Mio Ecsde intende realizzare. Il Mio Ecsde, attivo già da quasi due decenni, collabora sia con la Rete Araba per l'Ambiente e lo Sviluppo (Raed) sia con un network di associazioni ambientaliste europee, tra cui alcune italiane come Legambiente e Eco Scholè Futuro che erano presenti all'incontro al Cairo. Come emerso dalla assemblea generale, il Mio Ecsde, che ha sede in Grecia, è riuscito a costituire una rete attiva non solo per la protezione dell'ambiente naturale e del patrimonio culturale ma anche per la promozione dello sviluppo sostenibile di un Mediterraneo in pace. Accanto ad Ong e associazioni sono coinvolti infatti in questo percorso anche i governi, in particolar modo quello greco, organizzazioni internazionali, come alcune agenzie dell'Onu e l'Unesco.

Tra i temi di maggiore interesse c'è senza dubbio l'acqua, che tra le risorse del nostro pianeta è quella più a rischio, e fra le diverse attività il Mio Ecsde ospita anche la sede del Partenariato Globale per l'Acqua del Mediterraneo (GWP-Med), che intende sensibilizzare sulla gestione corretta, la conservazione e la protezione dell'acqua dolce disponibile. Ma si vorrebbe rivolgere l'attenzione anche ai grandi fiumi mediterranei, che attraversano paesi diversi, da ogni tipo d'inquinamento in modo da rallentare i fenomeni di desertificazione.

Per fare tutto questo, il ruolo delle donne va certamente sostenuto e rafforzato, anche per permettere una trasmissione di saperi e buone pratiche per l'educazione e formazione delle nuove generazioni.

vedi la pagina con le foto del convegno delle giornaliste
Le associazioni ambientaliste dei paesi arabi riunite alla Lega Araba
alla presenza della sottosegretaria all'Ambiente



L'intervento del dr. Aldly alla presenza del principe dell'Arabia Saudita, dei ministri dell'ambiente dell'Egitto, George Majed, della Tunisia, Mohamed Mehdi Mlika dei dirigenti della Lega Araba


Il principe Turki Ibn Naum Ibn Abdelazy dell'Arabia Saudita ha presieduto la riunione dei ministri dell'ambiente e delle ONG dei paesi arabi. Il principe ha annunciato che il suo paese, per combattere l'avanzata del deserto, pianterà entro breve 5 milioni di alberi. L'Arabia saudita inoltre, insieme ad altri paesi del golfo, è entrata a far parte della Rete Raed.
Nella foto con Romina Bicocchi (Legambiente) e Patrizia Bonelli.