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diretto da Patrizia Bonelli- patbonelli@gmail.com

Municipio 16: un progetto per il quartiere
Un parco family friendly nell'area di proprietà della Provincia di Roma,
ingresso in via di Bravetta 417

L’area è accessibile da un cancello controllato dal gestore di un campo di calcio e uno di calcetto con spogliatoi, uffici (Cisco Roma); a sinistra è delimitata dai tetri scheletri di cemento armato in rovina dell’ex residence di Bravetta e più in là dallo skyline suggestivo del complesso del Buon Pastore. Andando avanti si apre un ampio spiazzo subito scoscesi, con qualche albero, per lo più fichi ed ulivi, quasi una terrazza sul paesaggio; al centro dell’area un manufatto diroccato, quel che resta di un antico casale di grandi dimensioni e una radura con alcuni bellissimi pini secolari.

Più in là, dopo una valle verde, emerge il profilo aristocratico di Villa York, con la monumentale scalinata di acceso; poi un paio di casali e la piccola chiesa di Sant’Agata con il campanile a vela. Sullo sfondo verso sinistra si intravede via del Casaletto, il cui tracciato è identificabile grazie ai condomini e agli edifici lungo la strada, a partire dalla sommità della scuola Tozzi, con il terrazzo adibito a campo di basket o di palla a volo circondato da una rete,. 
Il terreno è stato arato di recente sin dall’ingresso e la recinzione del terreno confinante è scomparsa, quasi che la coltivazione si sia estesa a perdita d’occhio.

In basso sulla destra due edifici della scuola e della posta, più avanti, sulla via di Bravetta, il liceo Montale e l’ufficio postale. Questi gli edifici costruiti dalla provincia di Roma per venire incontro alle necessità di servizi del quartiere e adempiere alla finalità pubblica dell’utilizzazione di quel territorio. Alcuni di noi si sono trovato d’accordo nell’osservare che - al di là delle buone intenzioni della Provincia di dotare il quartiere di servizi- è indefinito ed ambiguo il concetto di pubblico: questi edifici sono stati costruiti su un’area protetta la cui destinazione naturale sarebbe stata di rimanere campagna e di diventare parco, consentendo al massimo coltivazioni sostenibili. 

La questione della sistemazione di tutta l’areadiventa poi più complicata se si considerano i residence, le cui cubature prima o poi saranno ripristinate con la destinazione ad uso abitativo e la compensazione di oneri concessori da utilizzare per la costruzione di servizi.
Dobbiamo essere pronti a presentare progetti alternativi ad eventuali ulteriori costruzioni, anche se contrabbandate per servizi necessari che dovrebbero comunque essere contenuti all’interno delle cubature del piano terra degli stessi residence. Inoltre, per quanto riguarda il futuro dell’area di proprietà della Provincia, un’interpretazione troppo elastica del concetto di “pubblico” potrebbe comportare costruzioni indebite per realizzare centri sportivi, fitness e quant’altro; la presenza del Cisco Roma costituisce un buon motivo per fare attenzione.

Per sollecitare l’interesse del quartiere verso la Riserva della Valle dei Casali, si prevedono iniziative per informare i cittadini, incontri con gli studenti delle scuole della zona. Così pure, per ribadire il carattere naturalistico dell’area, pianteremo nell’area della Provincia alberi ed arbusti della flora mediterranea. Come è stato osservato nella riunione costitutiva del comitato, siccome l’attenzione pubblica non è mai abbastanza, per evitare interventi illeciti sarebbe il caso di sollecitare attività e produzioni sostenibili come gli orti urbani.

La cooperativa della Valle dei Casali si muove in questa direzione e promuove un consorzio di aziende agricole della Riserva, della Tenuta del Massimi e di tutta la zona.