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diretto da Patrizia Bonelli- patbonelli@katamail.com

Educazione allo sviluppo sostenibile: la biodiversità

La biodiversità, ovvero la ricchezza della vita

Per diversità biologica, o biodiversità, si intende la variabilità e varietà degli organismi viventi e dei sistemi ambientali che li contengono. In pratica un misuratore della ricchezza di vita sulla Terra. Per un approccio completo è comunque necessario distinguere tre livelli di biodiversità: la variabilità degli habitat, il patrimonio di specie animali e vegetali, la biodiversità a livello di geni in una specie o in una popolazione. A livello di specie, gli esperti calcolano che siano quasi due milioni quelle animali e vegetali identificate dal mondo scientifico. Ma molte di più potrebbero essere quelle che ignoriamo, e gli scienziati arrivano a ipotizzare un numero complessivo di 30 milioni di specie. Gli ambienti più ricchi di biodiversità e più importanti per la loro conservazione sono le foreste tropicali, le barriere coralline e gli estuari dei grandi fiumi. Si calcola che circa il 50% delle specie mondiali viva nelle foreste pluviali tropicali.



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Il declino della biodiversità

“A causa dell’antropizzazione del mondo scompaiono specie viventi al ritmo di 30.000 l’anno, un fenomeno molto più rapido della sparizione dei dinosauri”. Lo afferma Niles Eldredge, curatore degli invertebrati al Museum of Natural History di New York, scienziato e studioso dell’evoluzionismo. Il lento declino della diversità biologica sul nostro Pianeta è iniziato circa 10.000 anni fa, ma si è accelerato nell’ultimo secolo: il ritmo di scomparsa delle specie è aumentato da 100 a 1.000 volte rispetto ai tassi di estinzione naturale a causa delle attività umane. Oggi sono circa 18.000 le specie animali e vegetali in pericolo nel mondo (erano 11.000 nel 1996). Delle 18.000 specie animali minacciate, ci sono circa un quarto dei mammiferi e il 15% degli uccelli. Lo rivela l’ultima Lista Rossa mondiale delle specie in pericolo redatta dalla Unione Mondiale per la Conservazione WCU.

La biodiversità in Italia

Il nostro Paese è tra quelli che, in ambito europeo, ha i più elevati valori di biodiversità: ospita, infatti, il 65% degli habitat prioritari ed oltre 1/3 delle specie animali distribuite in Europa. In Italia è presente quasi il 50% della flora europea su di una superficie di circa 1/30 di quella del continente. Tuttavia sono le zone umide a rappresentare gli ecosistemi più importanti, per la presenza di numerosi specie di organismi acquatici, uccelli e piante. Caso emblematico il Delta del Po, ma anche gli stagni dell’oristanese e della Maremma, come Orbetello. Poi le foreste e gli ambienti costieri.

In Italia la perdita della biodiversità è andata di pari passo con l’ urbanizzazione e con lo sviluppo di un’agricoltura intensiva: oggi sono minacciati oltre il 60% dei vertebrati italiani. Secondo il “Libro Rosso degli animali d’Italia” del WWF, redatto nel 1998, sono a rischio l’88% delle 48 specie di pesci, il 76% delle 37 specie di anfibi, il 69% delle 49 specie di rettili, il 66% delle 250 specie di uccelli, il 64% delle 110 specie di mammiferi.

Le minacce
Distruzione e frammentazione degli habitat (foreste e zone umide innanzitutto) urbanizzazione e crescita della popolazione mondiale, prelievo diretto da parte dell’uomo (per caccia, pesca, commercio): sono queste le principali cause alla base della scomparsa delle specie viventi. Negli ultimi anni si è aggiunta a questi elementi una nuova minaccia: quella dei cambiamenti climatici, che si fa sentire soprattutto nelle aree alpine e montane


Falchi pecchiaioli durante la migrazione primaverile -

foto di Michele Panuccio