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Problemi di protezione del territorioAbbiamo constatato con preoccupazione la presenza di fattori di disturbo antropico che, se intensificati nel tempo, potrebbero causare un declino delle popolazioni di anfibi presenti, nonché un degrado, spesso profondo, di tutti gli ambienti che attualmente li ospitano. Un adulto di salamandra pezzata "Salamandra salamandra gigliolii" fotografato a Serra S. Bruno Casello del Principe, località Cardini del Comune di Martone (Reggio Cal.): i volontari ripuliscono un fontanile ed una vasca per l'irrigazione, dove si riproducono parecchi ululoni dal ventre giallo e salamandre pezzate. (foto di Michele Panuccio) Per quanto riguarda le raccolte d’acqua artificiali (fontanili, abbeveratoi, gebbie), la minaccia maggiore è rappresentata, oltre che dall’abbandono e dal prosciugamento delle stesse, anche dalle annuali operazioni di pulizia; queste vengono svolte principalmente in giugno, asportando l’ammasso di piante acquatiche, alghe, foglie e altri detriti organici: ciò comporta la distruzione delle ovature, delle larve e anche degli individui giovani e adulti degli specie di anfibi che in questi piccoli ambienti portano a compimento la riproduzione. Abbiamo riscontrato infatti un’enorme differenza in numero e diversità delle popolazioni di anfibi fra le raccolte d’acqua dove era stata eseguita una “pulizia” totale in giugno e quelle che erano state pulite solo in parte o per niente. Sarebbe necessario svolgere queste operazioni in novembre o in alternativa pulire solo parzialmente le vasche di raccolta (gebbie)e solo se veramente necessario, facendo attenzione a ridurre al minimo i danni causati. Un altro elemento di disturbo da non sottovalutare è rappresentato dalle varie forme di inquinamento delle acque: nei torrenti montani abbiamo riscontrato spesso presenza di nafta (e/o altri liquidi simili) e di rifiuti nocivi (batterie di auto). Nelle gebbie e negli abbeveratoi spesso il problema è causato da frequentatori poco sensibili delle aree pic-nic, infatti nelle fontane, in genere collegate ad abbeveratoi, gebbie e pozze, vengono spesso riversate quantità non indifferenti di detersivi e altre sostanze che risultano mortali per gli anfibi. Nelle fiumare nel fondovalle l’inquinamento è spesso preoccupante al punto tale che in alcuni bacini non abbiamo riscontrato neanche una specie. Un’altra grave minaccia per gli anfibi è rappresentata dalla presenza di trote ed altri pesci che vengono regolarmente immessi nei laghetti antincendio realizzati in alcune zone montane (Grotteria, Mammola), da questi bacini inoltre, i pesci si diffondono negli emissari, colonizzando i torrenti affluenti e creando così un danno enormemente maggiore; per limitare questo problema basterebbe realizzare delle barriere, come ad esempio dei gradini (di 1 metro circa) in cemento o pietra all’entrata e all’uscita dell’affluente dal laghetto. Altri fattori di minaccia per gli anfibi nell’area in esame sono rappresentati dal traffico automobilistico in alcune zone particolarmente vocate, nonché dalla raccolta ed uccisione diretta di anfibi, in particolare della Salamandra pezzata ritenuta da alcuni, a torto, pericolosa per le persone e della Rana appenninica, da alcuni catturata a scopo alimentare. Queste problematiche andrebbero approfondite maggiormente in quanto difficilmente valutabili in uno studio a breve termine.
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