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Ringraziamenti

Si ringraziano: la Comunità montana della Limina, in particolare il Presidente, prof. Domenico Alì; il Comune di Gioiosa Ionica, il Sindaco, ing. Domenico Loccisano e il funzionario del Comune, sig. Vincenzo Logozzo.I volontari che hanno partecipato al Campo Anfibi svoltosi dal 1 al 12 agosto. Inoltre il servizio forestale di Martone e Grotteria, in particolare il dirigente Gennaro Palermo e gli operai Pasquale e Mario Maggio; infine un ringraziamento speciale va a Giuseppe Panuccio e a Vincenzo Ursino.

I luoghi della ricerca: la Comunità montana della Limina

La Comunità Montana della "Limina" comprende sette Comuni della provincia di Reggio Calabria e precisamente: Canolo, Gerace, Gioiosa Jonica, Grotteria, Mammola, Martone, San Giovanni di Gerace. La sua sede è nel comune di Mammola. Il territorio della Comunità Montana si estende dalle montagne di Croceferrata al Passo della Limina allo Zomaro, territorio, questo, le cui montagne sono coperte da ampie distese di faggi, pinete, lecci, abetaie, castagni, querce e nei cui luoghi trovano il loro habitat naturale il cinghiale e la volpe, la lepre e il lupo, il ghiro e il fagiano, il falco e il corvo e tanti altri ancora. Queste montagne risultano ricche di funghi (porcini, pineroli, rositi, tricoloma, ecc.).

Un posto rilevante è attribuito all'agricoltura, alla zootecnia, all'artigianato e all'agriturismo; importanza notevole assume il patrimonio artistico, storico e culturale; il territorio della Comunità Montana conserva molte testimonianze archeologiche della Magna Grecia e di Bisanzio. Inoltre i Comuni di Mammola, Canolo e Gerace ricadono nel Parco Nazionale dell'Aspromonte.

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I "Piani della Menta", vicino Passo Croceferrata, confine tra le province di Reggio Calabria e di Vibo Valentia, una delle località dove è stato effettuato il monitoraggio degi anfibi in stagni, ruscelli e "gebbie", le vasche per la raccolta di acqua per uso agricolo.

I luoghi della ricerca: le Serre calabresi

La Comunità Montana fa da legame tra l’Aspromonte e la Sila, da essa parte a sud la catena montuosa delle Serre. Sono montagne granitiche ricoperte di foreste fin sulle cime, visto che culminano con i 1.423 m del monte Pecoraro e quindi non raggiungono la quota in cui le foreste devono lasciare il terreno agli arbusti e alle praterie d’alta quota. La ricchezza di foreste, la loro grande estensione e i pascoli verdeggianti rende quindi le Serre molto particolari, con centri abitati in fondo a splendide conche.

L'obiettivo non riuscito del nostro campo sarebbe stato di suscitare l'interesse degli Enti Locali per dichiarare la zona del Monte Gremi e del Monte Pecoraro e dintorni area di rilevanza erpetologica nazionale. Speriamo che si possa prima o poi riprendere l'iniziativa su questo tema.

Le foreste sono ovunque di grande bellezza: anche se il faggio dagli 800 m di quota in su è sempre pronto a dilagare, nelle valli più riparate si trovano sui crinali, boschi di querce e grandi abetine di abete bianco nella parte meridionale della catena, tutti ambienti che ospitano una fauna resa scarsa dalla caccia, ma di grande interesse. Alcune di queste foreste, come quelle di Serra San Bruno, sulle pendici settentrionali del monte Pecoraro, o quelle intorno alla certosa di San Bruno, sono giustamente famose. Altra caratteristica delle Serre è la ricchezza d’acqua, che sgorga da sorgenti ovunque numerose e forma ruscelli, torrenti e fiumare che si infilano spesso, e soprattutto nel versante orientale, in forre strette e buie completamente coperte dalle chiome degli alberi in cui creano anche cascate alte generalmente fino a 30 m.