  
Gli anuri
Gli Anuri (Anura) sono un ordine degli anfibi cui appartengono le forme comunemente dette rane, rospie raganelle. Hanno lunghzampe posteriori molto e adattate al salto. Spesso emettono segnali vocali importanti. Sono privi di coda. Depongono le uova in acqua e hanno un accoppiamento con fecondazione esterna.
Sono state rinvenute le seguenti specie di Anuri: Ululone dal ventre giallo appenninico (Bombina variegata pachypus) - Rospo smeraldino (Bufo viridis) - Rospo comune (Bufo bufo spinosus) -Raganella (Hyla intermedia) - Rana agile (Rana dalmatina) - Rana appenninica (Rana italica)

L'ululone dal ventre giallo
(foto di Michele Panuccio) |
L’Ululone dal ventre giallo appenninico è una specie che abbiamo rinvenuto in alcune stazioni tutte situate al di sopra dei 700 metri s.l.m.; questa specie frequenta biotopi acquatici diversi fra loro, questi spesso sono ambienti molto instabili (ad. es. fontanili e “gebbie” in disuso) per cui piccole modificazioni all’ambiente possono causare la scomparsa di intere popolazioni. Questa sottospecie endemica della catena Appenninica è inclusa nell'allegato II della direttiva Habitat, promulgata dall’UE, come “specie animale d’interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione”. L’Ululone è altresì riportato nel Libro rosso degli animali d’Italia come specie in forte calo numerico ovunque, con drastici decrementi numerici soprattutto nella fascia appenninica.
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Il Rospo smeraldino è una specie termofila, ed è stato da noi incontrato in diversi tratti degli alvei delle fiumare del bacino idrografico del Torbido; la specie appare ben distribuita in questi ambienti anche se con popolazioni mai molto numerose e localmente assente in alcuni biotopi apparentemente idonei; la specie è inserita nell’allegato IV della direttiva Habitat. |

rospo smeraldino |
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La presenza del Rospo comune è apparsa abbastanza omogenea, anche se bisogna rilevare che abbiamo riscontrato questa specie quasi esclusivamente nelle aree montane; essendo una specie ubiquitaria ciò potrebbe indicare una rarefazione delle popolazioni delle zone a bassa quota forse dovuta ad una molto più pesante antropizzazione del territorio rispetto a quelle montane. |
Anche la Raganella è più frequente in territori al di sopra dei 600 metri s.l.m.; appare necessario continuare la ricerca per capire se anche questa specie non sia in rarefazione in seguito alla distruzione del suo habitat. Essendo una specie strettamente arboricola, il suo habitat è caratterizzato dalla presenza di fasce arbustive o boschive nei pressi dei siti di riproduzione, spesso devastate dai frequenti incendi. Questa ipotesi è effettivamente la causa della diminuzione della specie in Italia, e delle specie congeneri nell’Europa centrale e settentrionale; per questo motivo la raganella è inserita nell’allegato IV della direttiva Habitat dell’UE, come “specie animale d’interesse comunitario che richiede una protezione rigorosa”, così anche nel Libro rosso degli animali d’Italia definita come specie a status indeterminato. |

foto di raganella da www.herp.it |
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La Rana agile è stata incontrata in alcune stazioni (“gebbie” e pozze) quasi tutte situate in una zona circoscritta, anche in questo caso tutti i siti erano situati al di sopra dei 650 metri s.l.m. e in zone che presentavano una cospicua copertura boschiva; ricerche condotte nella Provincia di Cosenza mostrano una marcata tendenza a preferire le zone montane (Tripepi S., 1999). Questa specie è stata inserita nell’allegato IV della direttiva Habitat dell’UE. |
La Rana appenninica è una specie endemica dell’Appennino, ed è forse la specie più comune nell’area di studio. Ben diffusa sul piano montano e submontano, è invece più localizzata nelle zone a bassa quota; infatti solo in poche fiumare ne è stata incontrata una presenza consistente. Questo fatto è probabilmente da imputare soprattutto all’inquinamento dei corsi d’acqua, poiché la Rana appenninica predilige le acque pulite; è infatti da considerarsi un indicatore ecologico. La specie è presente nell’allegato IV della direttiva Habitat dell’UE, nonchè nel Libro rosso degli animali d’Italia.
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foto di Michele Panuccio |
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