Nella Capitale degli Outlet,
di Enzo Scandurra
(Il manifesto,maggio 2008)
Da diversi anni Paolo Berdini costituisce un punto di riferimento per chi voglia conoscere la vera storia delle recenti vicende urbanistiche romane. Prima di lui, anni addietro, un altro urbanista, Italo Insolera, ci consegnò un testo diventato famoso della storia urbanistica romana del dopoguerra. Quel libro (Roma Moderna, Laterza) si fermava alle soglie degli anni Settanta quando ancora Roma veniva definita capitale ladrona o capitale infetta; nel frattempo, è diventata una città «moderna». Anzi, la capitale è stata recentemente raccontata come la locomotiva di uno sviluppo che trascina il paese verso le magnifiche sorti e progressive, dalla Sicilia alla Lombardia. È sul senso di questo «successo» che Berdini concentra la sua attenzione mettendone in evidenza luci ed ombre attraverso una minuziosa ricostruzione dei fatti. Ne esce una totale decostruzione di quel modello di sviluppo su cui Walter Veltroni ha organizzato la sua campagna elettorale: il «Modello Roma».
|
Quindici anni di scelte urbanistiche
La citta' in vendita...
Centri storici e mercato senza regole
Donzelli Editore, 25 €
Riportiamo uno stralcio dell'ultimo libro di Paolo Berdini:
"Nascono ovunque centri commerciali identici per forma e per offerta di beni di consumo. Le periferie si assomigliano sempre di più. Dalle periferie l’aggressione sta investendo i centri storici, e cioè quelle parti delle città in cui più elevata e preziosa era l’identità dei luoghi. Sottoposti a una pressione turistica senza precedenti, i centri antichi si orientano a soddisfare la domanda che ne consegue.
Ed è così che artigiani e residenti scompaiono con una rapidità spaventosa, sostituiti da negozi e megastore che potrebbero trovarsi in qualunque altro posto del mondo, privi come sono di un legame autentico con gli spazi che occupano. Roma ha un centro storico unico, plasmato da interventi stratificati nel corso dei secoli. Un luogo di grande fascino che traeva la sua più straordinaria caratteristica dall’equilibrio tra i ceti sociali che vi abitavano e il tessuto artigianale urbano.
Oggi gli abitanti sono ridotti a meno di centomila. Erano 370 000 nel 1951. I turisti che lo frequentano ogni giorno superano ormai il numero dei residenti stabili. I centri storici si salvano con la buona urbanistica, affermava Antonio Cederna.
A Roma l’urbanistica è stata abbandonata: la «valorizzazione» dell’Ara Pacis all’Augusteo e il parcheggio del Pincio sono solo gli aspetti più eclatanti dell’abbandono di una visione unitaria dei processi di trasformazione urbana. Di un’idea di città e del suo nucleo storico." |